Salute e divieti di Stato: Pietro Crisafulli le canta agli “scienziati” del “bene”


Pubblicato il 16 Marzo 2013

Il Presidente di Sicilia Risvegli Onlus denuncia ancora una volta una situazione di condanna alla morte, altro che tutela della vita!

“In qualità di portavoce di tutte quelle famiglie, che vivono la drammatica situazione creata dal blocco delle staminali, mi unisco all’appello lanciato da Consulcesi, associazione di tutela e difesa dei diritti dei medici, con il quale si auspica la ripresa delle cure secondo il metodo Stamina perché il blocco è del tutto immotivato.È importante sottolineare questo appello che proviene da professionisti seri che fanno veramente ricerca, senza lucrare sui malati. Ciò smentisce radicalmente l’affermazione proveniente da un sedicente scienziato secondo la quale nessun ricercatore si è mai schierato a favore della stamina e la dice lunga sulla veridicità dei detrattori della Stamina. Comunque, ci andrei cauto nel definire scienziati coloro che dicono di voler tutelare il diritto alla salute bloccando le cure e quindi condannando a morte certa! Ebbene, queste persone prima di negare l’evidenza (e cioè i miglioramenti col metodo Vannoni di Celeste, Daniele, Gioele, Sofia, Smeralda ed altri ancora), inducendoci a non credere a quanto abbiamo visto con i nostri stessi occhi, dovrebbero dimostrare anzitutto se sono effettivamente esperti di staminali, vale a dire se hanno mai lavorato con le staminali e con che risultati. Per risultati intendiamo quelli sulle persone, non pubblicazioni scientifiche che servono solo al loro curriculum; perché quando ci si attacca al rispetto delle regole, dei protocolli, delle forme, ci si dimentica che si ha a che fare con delle persone. Ci si dimentica inoltre che il diritto alla salute e alla libertà di scelta dell’individuo sono consacrati negli articoli 2 e 32 della Costituzione, e che si tratta di diritti non suscettibili né di limiti né di condizioni. Chi dice che non è concepibile che un Governo autorizzi delle persone a curarsi col metodo Vannoni, fa delle affermazioni gravissime, lesive della dignità umana, dimenticandosi che uno Stato democratico non può sostituirsi al cittadino in questo tipo di scelte, per espressa previsione costituzionale. Anche la Suprema Corte di Cassazione è unanime nel ritenere che qualora i protocolli, le procedure, le forme diventino un intralcio per la salute del paziente, il medico non ne deve tenere conto, perché il suo unico obiettivo è la salvezza del malato.Inoltre, in base al principio di trasparenza, è nostro interesse sapere da chi questi scienziati vengono sovvenzionati e quali sono stati effettivamente i risultati delle loro ricerche, evidentemente tutte autorizzate.Con tutta sincerità noi saremmo felicissimi di vedere con i nostri occhi che questi soldi pubblici siano stati ben spesi portando a miglioramenti ancora più evidenti di quelli mostrati dai mezzi di informazione sui pazienti della Stamina. E mi chiedo come mai anzicchè mostrare siffatte evidenze, questi scienziati si siano limitati a dire che il metodo Vannoni non funziona, premesso che, quando ci si arroga il diritto di giudicare qualcuno, si ha sempre la presunzione di essere meglio di questo qualcuno?Infine, visto il paradosso che risiede nell’affermazione “il diritto alla salute va tutelato attraverso la sospensione delle cure”, mi chiedo se queste persone per “cura” intendano qualcosa, per così dire di definitivo, come far passare a miglior vita i poveri malati.

Catania 16 marzo 2013Sicilia Risvegli OnlusIL PRESIDENTEPietro CRISAFULLI”. 


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