Sardine: una splendida “stampella” del governo. E per non perdere l’Emilia Romagna. Per la giustizia sociale c’è sempre tempo


Pubblicato il 08 Dicembre 2019

Il Pd è troppo fragile, a maggiore ragione dopo la “dipartita” di Matteo Renzi e rischia di perdere l’Emila Romagna a gennaio. Che fare? I gruppi dirigenti del centrosinistra, che in quanto a strategie di conservazione dell’esistente sono quasi insuperabili, l’hanno vista giusta: un movimento “apartitico”, stile “popolo viola” per attirare un po’ di gente -una quota in buona fede- con gli slogan della contrapposizione “antifascista” e “antirazzista” al nuovo “mostro” Salvini ( “erede” -in funzione nemico da abbattere- di Berlusconi e di Craxi). L’operazione sardine va avanti, di “successo” in successo”, passa da Catania, “allisciata” dal notabilitato locale e promette di continuare: in termini numerici le cose vanno bene (perchè la politica anche “a sinistra” si fonda sui numeri e su “quante piazze si riempiono” giammai su contenuti davvero Altri, mostrando se mai ce ne fosse bisogno della subalternità culturale alla “destra”). Chi è in buona fede -una quota- di questo movimento di supporto al governo, pensa di fare cosa buona giusta: gli siamo vicini, il risveglio sarà piuttosto brusco.

Il governo Conte, forse, durerà ancora: una parte dell’establishment italiano può dormire tranquillo, grazie anche alle sardine. Per i problemi del mondo reale, diseguaglianze sociali crescenti, periferie abbandonate, precarietà di massa (da anni, ad esempio, la scuola italiana “pubblica” -o quel che ne resta- è mandata avanti da “giovani” precari) condizione di ipersfruttamento del lavoro, compressione fiscale per chi sta in basso ed evasione di massa per chi sta in alto, strapotere di una macchina giudiziaria, giustificata da una cultura dominante da Stato etico, che può colpire chiunque e in qualsiasi momento, ecco per questi problemi -ne abbiamo citati solo alcuni- c’è sempre tempo. Dimenticavamo: un Paese senza reale sovranità politica ed economica da decenni, ma questo non sembrare disturbare poi tanto le “anime candide” che vogliono sempre e comunque “+ Europa”.

Nel frattempo, la politica è ridotta a nulla o quasi, braccata da un odio cieco, coltivato e alimentato dai grandi gruppi finanziari e industriali, che ha creato l’illusione che il “Male” (la politica) vada colpito sempre e comunque, mentre le lobby economiche e corporative fanno il bello e cattivo tempo dentro quel che resta delle istituzioni di questo Paese. Per tutto c’è, comunque, una soluzione: quattro slogan “contro” qualcuno. Per costruire qualcosa, chessò per arrivare, ad esempio, a qualcosa di positivo come la legge sul divorzio come accadde nel 1970, ci vorebbero altra cultura e altra pasta di gente.

Il sostegno al governo dal “movimento” sardine, però, potrebbe fare crollare uno dei grandi alibi su cui si regge l’attuale esecutivo: la paura del voto. Con un paese -che i media “giusti” descrivono animato da una “spontanea” partecipazione contro il fascismo o simili- non si capisce perchè la soluzione elettorale debba essere ancora rinviata, Emilia Romagna permettendo. Un paese, come si dice, dalle salde radici democratiche come questo non dovrebbe avere paura del voto. O no?

Buona Domenica.

ienesicule.


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