Scenari di guerra sul nostro cielo


Pubblicato il 19 Febbraio 2012

Un Paese a sovranità limitata, governato da camerieri politici.Cangemi del coordinamento della Fds:”I droni a Sigonella, grave rischio per il traffico aereo civile”

di Iena Marco Benanti

Che l’Italia sia un Paese a sovranità limitata, lo dice la Storia degli ultimi sessant’anni. Che la Sicilia, poi, in questo contesto, venga trattata come una colonia è dato altrettanto accertabile da scelte e condizioni che si praticano dalle nostre parti e spesso… sulla nostra testa. Ultimo caso quello degli aerei senza pilota in quel di Sigonella. Ci sarebbe da preoccuparsi, ma come al solito la reazione collettiva stenta a “decollare”. Comunque, c’è, chi come la Federazione della Sinistra, fa sentire la sua voce.In una conferenza stampa assieme al segretario del circolo Città Futura di Rifondazione Maria Merlini, Luca Cangemi (nella foto) del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra, ha, infatti, denunciato i gravi rischi cui le attività della base di Sigonella espongono il traffico aereo civile, in particolare quello che fa perno sull’aeroporto di Catania.

“La scelta di Sigonella come centro di comando e di controllo del nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l’Ags, che rende la base in territorio siciliano la capitale mondiale dei droni, gli aerei senza pilota, desta una grande preoccupazione perché sempre più trasforma il nostro territorio in una piattaforma armata per gli interventi aggressivi degli Usa. Il nostro governo dimostra ancora una volta il suo servilismo, tanto più inaccettabile in fase in cui si minacciano interventi in Iran, Siria, Africa”-ha dichiarato Cangemi.Intanto si accentuano rischi, disagi e pesanti ricadute economiche sul traffico aereo che fa perno sull’aeroporto di Catania.”La base di Sigonella –ha continuato Cangemi- rappresenta da sempre un tappo allo sviluppo dello scalo di Fontanarossa. Basti pensare come l’assurda dipendenza del volo civile dal radar militare di Sigonella diminuisca i voli possibili, esponga a rischi e ritardi, subordini il traffico aereo civile, decisivo per lo sviluppo economico, alle esigenze militari”.Ha spiegato l’esponente della Federazione della Sinistra: “i droni rappresentano un altro colpo alla sicurezza dei cieli. Gli aerei senza pilota, Global Hawk e Predator non sono certo sconosciuti a Sigonella, anzi sono una presenza consueta, come ha denunciato più volte il giornalista Antonio Mazzeo. Un recente Notam (Notice To AirMen) segnala attività di velivoli militari senza pilota nel periodo tra ottobre e gennaio. Tutto ciò non è senza conseguenze da quelle note, come ritardi, aerei costretti a rimanere in volteggiare in attesa dell’autorizzazione ad atterrare con conseguente spreco di carburante, a quelle immaginabili come rischi d’incidenti e inquinamento. Con l’ultima decisione dei vertici militari Usa e Nato la situazione diventerà insostenibile.”C’è in Europa chi ha fatto altre scelte:”Il governo spagnolo –ha detto Cangemi- ha rifiutato la possibilità di concedere il territorio di Zaragoza perché la vicinanza all’aeroporto della città, secondo quanto dichiarato- ‘poteva generare restrizioni al traffico, saturazione nello spazio aereo e problemi durante gli atterraggi e i decolli’. Perché la Spagna difende i propri cittadini e l’Italia no? Lo stesso allora comandante italiano della base aveva affermato nel 2008, nel corso di una visita parlamentare che la gestione dei Global Hawk non è compatibile col traffico del vicino aeroporto di Fontanarossa.”In conclusione secondo l’esponente della Federazione della Sinistra:”di fronte a questa inquietante prospettiva è necessaria una forte mobilitazione che fermi i progetti di guerra, tuteli il territorio e i cittadini e riproponga l’obiettivo della fine delle servitù militari della riconversione civile della base di Sigonella, come traguardo strategico per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia che può avvenire solo con l’assunzione di un ruolo di pace e cooperazione”.


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