Sicilia, da 85 a 140 euro la tassa regionale per il “diritto” allo studio. La protesta di Azione Universitaria contro il ministro


Pubblicato il 26 Luglio 2012

di iena universitaria
Da 85 a 140 euro. E’ il significativo aumento che subirà la tassa regionale per il diritto allo studio in un momento, va detto, in cui la crisi economica si è già abbattuta sulle famiglie siciliane. E per aiutare i giovani desiderosi di proseguire negli studi, il ministro e il governo Monti che fanno? Abbattono le tasse? Neanche per idea, le tasse sul ‘diritto’ allo studio si aumentano e così a studiare ci va chi se lo può permettere (e magari non lo merita) o chi riesce a tenere i ritmi di una vita divisa tra lavoro e studio. Una scelta che in ogni caso penalizza chi non può dedicarsi a tempo pieno agli studi universitari.
In merito si registra una forte presa di posizione di Azione Universitaria che con riferimento all’innalzamento della tassa regionale per il diritto allo studio, fa sentire la sua voce con Dario Moscato, vice presidente nazionale di Azione Universitaria, Marilia Di Mauro vice presidente provinciale di Azione Universitaria Catania, ed Erio Buceti capogruppo di Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU. Ecco il testo della nota diffusa stamani.
Avevamo già sentito “profumo” di un ulteriore aumento delle tasse all’inizio del mese scorso, e purtroppo i nostri timori si sono rivelati fondati. Il ministro dell’Istruzione in carica, ha, infatti, preteso l’immediata modificazione della tassa, che sarà aumentata quasi del doppio già dal nuovo anno accademico. L’innalzamento della tassa regionale per il diritto allo studio da 85 a 140 euro è davvero inconcepibile. Se si considera poi, che gli studenti laureandi tra i mesi di Dicembre e Marzo, non avranno rimborsata questa quota della tassa, si capisce come tale aumento sia davvero vergognoso.
Si colpiscono così, non solo gli studenti ma anche le famiglie, sulle quali è scaricata, ancora una volta, la crisi, dovendo contribuire molto più del dovuto per le borse di studio e i servizi tutti. Si ripresenta il classico tipo di politica caratterizzante questo gover no, che dimostra poca oculatezza e lungimiranza; l’inasprimento delle tasse porterà solo danni al sistema universitario italiano, già non competitivo e malmesso”.

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