Sicilia senza giustizia, Sigonella (colonia Usa): salta la trattativa sul caso Cocuzza. Legalità? Gli americani se ne fottono!


Pubblicato il 07 Marzo 2016

dalla Cgil e Filcams Cgil:
 
caso Sigonella- Cocuzza: salta la trattativa, tutto da rifare. A breve il terzo tentativo di pignoramento
L’avvocato La Delfa: “Costretti a rifiutare una controproposta ridicola”
La Cgil: “Chiusa di nuovo la porta in faccia”
 
La trattativa del caso Cocuzza- Sigonella è nuovamente saltata. Nel corso dell’incontro tenutosi oggi tra le parti, Cocuzza ha ribadito l’intenzione di essere disponibile ad un eventuale nuovo accordo mantenendo però la prerogativa del reintegro nel luogo di lavoro, così come  deciso dalla legge italiana. “Ma alla fine, il tutto si è risolto con una offerta solo di natura economica, pronta ad essere erogata in tempi brevissimi e in un’unica soluzione, ma decisamente ridicola – spiega l’avvocato del lavoratore catanese, Concetta La Delfa- Gli americani hanno messo incredibilmente insieme pregresso, presente e futuro, senza considerare gli stipendi perduti e senza considerare i versamenti pensionistici futuri, visto che Cocuzza ha cinquant’anni e non gli sarà facile trovare una nuova occasione lavorativa sufficiente a ripagarlo anche da un punto di vista pensionistico. Il mio assistito è stato costretto a rifiutare la proposta, accompagnato da un forte senso di amarezza ” . All’incontro tenutosi oggi a Catania, hanno partecipato l’ex lavoratore di Sigonella  e il suo legale da un lato, e i due legali in rappresentanza degli americani, il rappresentante legale dell’ambasciata Usa a Roma e la rappresentante del Dipartimento americano in Europa, dall’altro.
 
È dunque tutto da rifare per l’ex dipendente di Sigonella con la mansione di vetrinista, licenziato ingiustamente 16 anni fa e in attesa di reintegro e risarcimento,  che per ben due volte si è presentato nella sede di Sigonella NAS I Strada Statale 192, affiancato dal suo legale e al seguito dell’ ufficiale giudiziario e dei carabinieri, per effettuare il pignoramento risarcitorio; si tratta di una cifra considerevole che dovrà essere saldata dagli USA. Cocuzza si prepara dunque al terzo tentativo – a breve si conoscerà la nuova data-  e tornerà a riscuotere quel che gli spetta come risarcimento economico per ordine della giustizia italiana (sentenza definitiva di Cassazione).
 
Il primo tentativo, risalente allo scorso 12 febbraio, è stato  interrotto solo perché  il comandante di Sigonella si era impegnato per iscritto davanti ad un colonnello dell’aeronautica militare italiana, ai carabinieri e all’ufficiale giudiziario, a risolvere il problema in tempi rapidi. Ai militari era stata accordata dunque una ulteriore  possibilità di dialogo che, come scrivono in una nota il segretario generale della Cgil, Giacomo Rota, la segretaria generale della Filcams Cgil Margherita Patti e Peppe Grillo del sindacato del commercio, turismo e servizi catanese, “purtroppo ad oggi non è stata applicata nei fatti. Il secondo tentativo di Cocuzza risale infatti a quattro giorni fa, quando venne fissato un nuovo appuntamento tra le parti a fronte di una posizione possibilista ufficializzata dai vertici di Sigonella con incoraggianti proclami alla stampa e all’opinione pubblica; posizione che però non si è rivelata favorevole al lavoratore.  Lo vogliamo sottolineare: Cocuzza si è visto costretto a rifiutare la controproposta americana. Oggi è stata di nuovo chiusa la porta in faccia ad una decisione della giustizia italiana che ha deciso che un lavoratore nostro connazionale venga risarcito e anche reintegrato nel posto di lavoro. Ma è  in gioco anche  il rispetto  dei diritti di una persona che oggi, a 50 anni, deve ancora fare i conti con situazioni a dir poco spiacevoli . La Cgil e la Filcams, sebbene anch’esse subiscano da parte del governo americano lo stesso trattamento dil mancato riconoscimento, rimarranno al fianco di Cocuzza, lottando con lui”.

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