Sigonella quarant’anni dopo
Pubblicato il 15 Gennaio 2026
Devo esprimere gratitudine alle originali intemerate e intemperanze del 45°, oggi 47°, presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, per lo spunto che offre alla recensione (tardiva) del saggio “L’ora che manca alla storia. Sigonella quarant’anni dopo” di Salvo Fleres e Paolo Garofalo.
Dico subito che, per il mio palato, si poteva scrivere meglio, ma il testo va conosciuto e apprezzato per le importanti informazioni e gli spunti che fornisce.
Sin dagli esordi del primo mandato di Trump, mi posi la domanda se “Yalta” fosse ancora valida, laddove per “Yalta” (che in effetti a Yalta non fu) deve intendersi la spartizione delle influenze planetarie tra le sedicenti “potenze vincitrici” del secondo conflitto mondiale, poiché, ai tempi, il resto del pianeta era tutto “terzo mondo”.
Adesso, ottant’anni dopo, alla luce delle sconvolgenti vicende belliche dell’ultimo quinquennio (decennio se includiamo l’annessione della Crimea) e delle varie manifestazioni di interesse, l’allora “terzo mondo” va considerato, riqualificato e interpellato, eccome.
La Groenlandia stimola la salivazione pavloviana di Donald Trump, ma l’isola è danese e la Danimarca, a sua volta, è membro Nato.
Di pochi giorni fa la notizia che Trump ha deciso l’uscita degli USA da 66 organismi internazionali. Fuori l’elenco.
Prendiamo fiato. Considerando le mosse del primo Trump un’ipotesi, l’argine “Yalta” è stato rotto da Putin con l’invasione dell’Ucraina orientale dopo la Crimea.
Nonostante gli oltre quaranta conflitti sparsi in diverse regioni del pianeta “Yalta” ha retto, ma se viene rinnegata da grandi blocchi e attori geopolitici globali, le biglie riprendono a correre su una serie di piani inclinati che intersecano tra loro e tutto salta.
Come dice il titolo del saggio, tra “Sigonella” e oggi intercorrono quarant’anni, zeppi di eventi e personalità politiche significativi.
Gli aa. hanno strutturato il saggio in sei capitoli senza titolo.
“Uno” articolato nei paragrafi: l’edonismo degli anni Ottanta; il Medio Oriente e il mondo arabo; le brigate rosse; la jamahiryya libica popolare socialista; i famigerati anni Ottanta. In esso il clima spensierato di esordio del decennio e la brusca zoommata su Medio Oriente e lotta politica armata.
“Due”: il sequestro della “Achille Lauro”; alcune domande, poche risposte. Entrano in scena nave, concitazione del sequestro e comportamenti equivoci e … quanto pubblicato il 20 settembre 2016 sul portale Pagine Ebraiche (ebraismo italiano).
“Tre”: gli americani; 10 ottobre 1985; un pomeriggio (quasi) qualsiasi. L’impegno del presidente Reagan a seguire gli spostamenti dei terroristi palestinesi e l’equivoco sull’aeroporto di Sigonella.
Quattro”: l’ora che manca alla storia; piovono aerei su Sigonella; la trattativa; dopotutto, domani è un altro giorno. La funzionalità militare della base “Sigonella” e gli inquietanti interrogativi su quello che sarebbe potuto essere se il sottotenente Gumina e il governo italiano avessero ceduto alle pressioni dell’alleato USA.
“Cinque”: qualche dubbio e qualche ipotest alternativa; noi c’eravamo! parola di V.A.M.; la trattativa continua; io c’ero. parola di colonnello.
“Sei”: titoli di coda; i terroristi (Amhad ma Ruf Al-Asadi, Yusuf Majid Al-Mulqi, Bassam Al-Askar, Abd Al-Latif Ibrahim Fata’Ir); gli altri terroristi (Abu Abbas, Hani Al-Hassan, Yasser Arafat); Ronald Reagan; Gerardo De Rosa; l’Achille Lauro; Ercolano Annichiarico; Fulvio Martini; Giovanni Spadolini; Michael Ledeen; Francesco Cossiga; Giulio Andreotti; Bettino Craxi; Antonio Di Pietro; Giuseppe Gumina. Le schede delle persone coinvolte nella vicenda.
Ah! Se il 45°/47° presidente USA lo leggesse!
Carlo Majorana Gravina.




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