Sindaco di Messina e deputato regionale, ma Buzzanca, almeno per il momento, manterrà le due cariche. Il rammarico dell’on. Arena


Pubblicato il 12 Gennaio 2012

iena poco compatibile

“La compatibilità delle due cariche rivestite da Buzzanca, sindaco di una grande città come Messina e contemporaneamente parlamentare regionale, ritengo che sia un caso assolutamente unico in tutta Italia, una compatibilità “tutta siciliana”. A dichiararlo è l’avv. Giuseppe Arena, deputato regionale e vice presidente della Commissione verifica poteri.

“La commissione verifica poteri – spiega Giuseppe Arena – presieduta dal presidente dell’Assemblea Regionale, Francesco Cascio, la quale si occupa, appunto, dei casi di compatibilità e di incompatibilità, dei ricorsi o delle eccezioni sull’elezione dei deputati, ha analizzato il caso Buzzanca per lungo tempo. Oggi si è consumata una pagina sicuramente nera della storia politica siciliana, in quanto c’è stata una parte della commissione, precisamente Gucciardi, Termine, Panarello e Laccoto e il sottoscritto, che hanno espresso il convincimento dell’incompatibilità delle due cariche; mentre un’altra parte della commissione, ed esattamente i deputati Maira, D’Asero, Vinciullo e Campagna, e come prassi parlamentare, con l’astensione del presidente Cascio, l’ha pensata in maniera diversa”.

In merito l”on. Arena precisa che il regolamento della Commissione, per il passaggio in aula per la decisione finale, richiede almeno sei voti, “noi eravamo in cinque per cui non si è raggiunto il numero legale e incredibilmente Bunzanca manterrà le due cariche”.

p style=”text-align: justify;”>Il ricorrente Antonio D’Aquino, primo dei non eletti nella lista del PDL, oggi militante nel Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, ha notificato un ricorso elettorale il 28 dicembre scorso e il 9 marzo ci sarà l’udienza al Tribunale di Palermo. “Così -conclude l’on. Arena- ricomincerà un lungo procedimento civilistico ma Buzzanca sl momento rimane al proprio posto. O meglio nei due posti. Noi da parte nostra abbiamo fatto il nostro dovere e riteniamo che sia giusto rispettare il dettato costituzionale che, invece, statuisce l’incompatibilità. Purtroppo la farraginosità dei meccanismi parlamentari, a tutti i livelli, incredibilmente, consente questa grave distonia”.


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