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Sinistra Italiana, la nuova piazza Lupo: distruggere socialità giovanile per creare una nuova isola di calore
Pubblicato il 10 Aprile 2026
comunicato stampa
Dopo un anno di silenzi e di segreti, che poco si addicono all’amministrazione di uno delle maggiori città del Paese, finalmente si è venuti a conoscenza (non certo per merito del sindaco) del nuovo progetto di piazza Lupo, un’area nel cuore del centro storico cittadino.
Il sindaco Trantino aveva più volte affermato che decideva di abbattere la storica palestra Lupo e, quindi, di negare uno dei pochi spazi pubblici autogestiti da ragazzi catanesi, per migliorare la qualità della vita urbana e rendere quest’area più adeguata e funzionale ai bisogni del quartiere.
Questa la propaganda che, come spesso ci ha abituato il sindaco Trantino, si discosta, e non poco dalla realtà, ed alimenta così la disillusione dei cittadini catanesi nei confronti dell’attuale go-verno della città.
Il nuovo progetto di piazza Lupo dovrebbe partire dagli obiettivi che la normativa in vigore propone per i nostri comuni: “migliorare la qualità urbana e architettonica, la riqualificazione e pe-requazione energetica (riducendo consumi/emissioni) e la sostenibilità ambientale; migliorare la permeabilità dei suoli nel tessuto urbano, il riequilibrio ambientale, la sostenibilità ecologica, la pre-senza di aree verdi e il rimboschimento, contrastare fenomeni come le “isole di calore”, eventi me-teorologici estremi e dissesto idrogeologico; elevare la qualità della vita nei centri storici e nelle pe-riferie, nonché, dulcis in fundo, favorire la partecipazione attiva dei cittadini e delle imprese alla progettazione e alla gestione dei programmi di rigenerazione urbana, per potenziare
l’associazionismo e costruire un modello di sviluppo sociale inclusivo e partecipativo.”
Bene, si può dire senza ombra di dubbio che il sindaco Trantino non ha raggiunto nessuno di questi obiettivi.
Infatti il nuovo progetto di piazza Lupo è la negazione della logica rigenerativa: porterà solo ad un netto peggioramento delle condizioni di vita degli abitanti del quartiere e dell’intera città.
Si sprecano così ingenti risorse, pari a 3,9 milioni di euro, e si perde un’occasione irripetibi-le per rendere migliore una parte del nostro centro storico e lo storico quartiere della Civita.
Il progetto infatti prevede quello che eufemisticamente il sindaco ha descritto come “un tap-peto di pietra lavica per la socialità urbana”.
Più prosaicamente potremmo dire 2.300 mq di pavimentazione senza alcun albero, ma sa-pientemente realizzata con lava dell’Etna, materiale notoriamente in grado di trasmettere calore, perfino nelle ore serali, all’ambiente circostante.
Si realizza così una nuova isola di calore, di cui a Catania non si sentiva proprio il bisogno. Il rimanente terreno, pari a 800 mq, non avrà una destinazione migliore: solo mq 195 saranno aree permeabili, il resto aumenterà la pavimentazione lavica-cementizia, con qualche aiuola ca-ratterizzata da essenze autoctone ed un mastodontico “Presidio Culturale/Infopoint”: una struttura sferica autoportante di circa 10 metri di diametro, rivestita in zinco-titanio: potremmo definirla un sole nascente in grado di irrorare di calore l’intera area.
Tradendo la logica partecipativa e democratica dei progetti di rigenerazione urbana, il sinda-co Trantino ancora una volta partorisce in segrete stanze, la destinazione di finanziamenti del PUI che avrebbero potuto cambiare il destino della città.
Vengono così mortificate le migliori intelligenze della città, ingegneri, architetti, competen-ze organizzate vedi l’esperienza del comitato i DiaMetro o dell’associazione Volerelaluna, che avrebbero potuto dare un contributo qualificato ed all’altezza dei tempi.
Piazze, cemento, centri commerciali, isole di calore questi gli interventi del sindaco Trantino in una città con la rete idrica più perforata d’Italia, con una dispersione del 60% di acqua, e dove il 70% delle abitazioni non è servita da fognature, una città che nel suo lungomare scarica a vista la fogna dei quartieri e che, a distanza di anni dai nuovi appalti, non riesce a rendere pulita la città.
Questo è il lascito dell’amministrazione Trantino.
Sinistra Italiana continuerà ad opporsi alla logica speculativa dell’amministrazione comuna-le, per proporre un modello di città, partecipata, inclusiva e resiliente verso il surriscaldamento glo-bale, capace di migliorare la qualità della vita di abitanti, famiglie e giovani catanesi.
il segretario provinciale Giolì Vindigni il segretario cittadino Marcello Failla





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