Teatro Massimo Bellini, Rita Cinquegrana:”la vecchia gestione ha prodotto 3milioni e 200mila euro di debiti fuori bilancio”


Pubblicato il 26 Maggio 2012

di Marco Benanti

“Tre milioni e duecentomila euro di debiti fuori bilancio accertati dalla società di consulenza, dovuti alla vecchia gestione”. Così ha dichiarato il sovrintendente al Teatro Massimo Bellini, Rita Cinquegrana, stamane, al “Verga”, intervenendo alla conferenza dei capigruppo (erano presenti i capigruppo e i consiglieri comunali Salvo Di Salvo, Nuccio Condorelli, Rosario D’Agata, Puccio La Rosa, Manlio Messina, Valeria Sudano, Gemma Lo Presti, Francesca Raciti e il presidente del consiglio Marco Consoli) per salvare il Teatro Stabile. Una denuncia forte, quindi, quella della dottoressa Rita Cinquegrana che ha puntato il dito sulla passata amministrazione del “Bellini” che ha visto protagonista l’avvocato penalista Antonio Fiumefreddo nei panni di sovrintendente. La società di consulenza incaricata è la prestigiosa Kpmg. Sembrerebbe, per altro, che aggiugendo a questi debiti il contenzioso aperto, la cifra dovrebbe salire ancora, sfiorando i quattro milioni di euro.

Comunque, l’incontro ha avuto al centro la vicenda dei “tagli regionali” e alla presa di posizione di un gruppo di parlamentari regionali, con la partecipazione dei “catanesi” Nicola D’Agostino e Fabio Mancuso, che hanno detto “no” all’ipotesi che venisse reintegrata almeno una parte dei fondi previsti dalla finanziaria regionale. Così attorno allo “Stabile”, su palco spoglio come si addice al momento, si sono “stretti” –almeno a parole- sotto gli occhi della dirigenza, dei lavoratori del teatro e di rappresentanti sindacali, i deputati regionali Giovanni Barbagallo, Lino Leanza, Marco Falcone, Salvo Pogliese, Giuseppe Arena, Concetta Raia e il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Una rappresentanza politica trasversale, che ha posto in evidenza la questione, sottolineando, in generale, che c’è da salvare non un teatro, ma la ricchezza culturale e storica di una città. Da tutti impegno a voler recuperare la situazione, a partire dalla prossima settimana, martedì, in aula all’Ars.

Parole “di fuoco” per quanto accaduto all’Assemblea Regionale: “agguato” (Raia) , “vergogna” (La Rosa), “penalizzazione inspiegabile” (Stancanelli) e altro per stigmatizzare l’accaduto. Non sono mancati riferimenti –come fatto da Puccio La Rosa- alle “lotte intestine” fra Mpa e Pdl, ma altri, come Manlio Messina, non hanno mancato di rivolgere critiche all’assesore regionale al turismo Daniele Tranchida (oggi assente) di Fli. Giuseppe Arena ha difeso l’operato della dirigenza e dei lavoratori del Teatro, dichiarando, fra l’altro, che “D’Agostino non lo rappresenta”. Questione, secondo Arena, magari di non conoscenza, di “ignoranza, nel senso tecnico di chi non conosce”? Oppure c’è il fondamentale problema (della politica) di qualche elettricista, di qualche comparsa in più? “Lo diano, lo diano, se questo è il problema” ha detto ironicamente il sindaco Stancanelli.

Qualcuno, invece, come Lino Leanza ha, forse, colto nel segno e con sano realismo ha detto dal palco: “non si arrivi a soluzione del tipo ‘levati tu che mi ci metto io’ “. A cosa si riferiva Leanza? Forse –come dicono alcune indiscrezioni- che si vorrebbe sostituire il direttore attuale Giuseppe Dipasquale con Guglielmo Ferro? Comunque, Dipasquale, numeri alla mano, ha sostenuto che il Teatro ha aumentato il suo gradimento al botteghino, malgrado un lieve calo degli abbonamenti e ha sottolineato il controllo di gestione dell’ente. Ma l’on. Mancuso ha spinto per la commissione d’inchiesta e l’esito degli accertamenti in merito si dovrebbero sapere a metà giugno. Legalità d’abord. E da Rita Cinquegrana si è ribadito che la “cultura è volano di sviluppo economico”, insomma l’ennesimo invito a usare con intelligenza le grandi risorse della Sicilia.

Stasera, intanto, in piazza Università, gli attori dello “Stabile” si esibiranno: poi, l’attesa è per “buone nuove” dall’Ars, la prossima settimana.


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