Trasporto “pubblico”, crisi Amt, Fast/Confsal e Faisa/Cisal: “la montagna ha partorito il topolino”, un accordo truffa a scapito dei lavoratori


Pubblicato il 07 Settembre 2016

ecco il comunicato:

l’accordo stipulato ieri fra l”Amt e le altre sigle sindacali è  illegittimo e non può essere preso in seria considerazione da parte di faisa/cisal e fast/confsal, in quanto, disposto in difformità del vigente ccnl in materia di “flessibilità sull’orario di lavoro” e lo dimostreremo in tutte le sedi competenti, (ivi compreso in quelle giurisdizionali)ma sopratutto non salva le sorti dell’Azienda, non fosse altro per la semplice considerazione che nell’accordo stesso, non vi è un solo rigo su come l’amministrazione Comunale,  intende trasferire all’Amt gli oltre《30 ml. di euro che ancora gli deve per l’anno 2015》, come nulla di concreto viene detto sotto il profilo dell’evasione tariffaria e del metodo per come combatterla. In altre città come Bari per esempio, già fa febbraio del 2015, –  21 verificatori hanno reso giuramento e sono pubblici ufficiali a norma di legge – .

Per non parlare poi della riduzione delle linee da 50 a 35 , a scapito della mobilità dei catanesi. 

Come sindacati autonomi siamo dell”avviso che i servizi, semmai, si rimodulano in base alle reciproche esigenze,  certamente non si tagliano.

Ma ha prescindere da ciò, è paradossale e desta meraviglia  il fatto che il sindaco Bianco, persona accorta e lungimirante, possa immaginare solo per un momento che anche le nostre organizzazioni  sindacali firmino per “adesione” un accordo già sottoscritto da altri, peraltro lesivo degli interessi dei lavoratori della collettività catanese e inefficace per il rilancio  della Società.

In buona sostanza, Bianco, ci chiede di fare i “NOTAI” cioè, svolgere un ruolo che non ci appartiene -.

Evidentemente,  il sindaco,  disconosce le regole basilari di come si sviluppano le relazioni industriali in materia e soprattutto,  non tiene in considerazione il grado di rappresentatività di faisa e fast in seno alla Sua Partecipata.

Tuttavia, abbiamo concreti motivi per non dubitare che lo sciopero di giorno 13 p.v. di 24 ore, gli chiarira’ le idee, una volta per tutte, mentre abbiamo consapevolezza che i lavoratori si esprimeranno nelle forme democratiche sul gradimento dell’accordo a “perdere” che hanno firmato le altre sigle.

cordiali saluti.

fto Romualdo Moschella
fto Giovanni Lo Schiavo.


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