13 ANNI DI ATTESA: PER LA MORTE DI ORAZIO SAVOCA, OPERAIO “FIGLIO DI NESSUNO” SI ATTENDE L’APPELLO. E LA PROCURA GENERALE ACCOGLIE ISTANZA DELLE PARTI CIVILI SU DUE ASSOLUZIONI


Pubblicato il 31 Marzo 2025

Non se lo ricorda più nessuno o quasi, a parte i protagonisti del processo e i familiari, distrutti dal dolore e costituitisi parte civile nel processo. Per la morte di Orazio Savoca, morto a 25 anni, operaio “figlio di nessuno” si attende il secondo grado, dopo la sentenza del marzo del 2024, con due condanne e due assoluzioni. Il fatto è avvenuto nel 2012 e ci sono voluti 12 anni per il primo grado, in mezzo ad una vicenda processuale caratterizzata da ritardi, lentezze, errori, superficialità: insomma, il solito “spettacolo” della “macchina giudiziaria”, quella vera, non quella mediatica con annesso magari uno “show” con la Costituzione in mano.

Nel frattempo, dopo la sentenza di primo grado, le parti civili con lo studio legale dell’avvocato Mario Brancato hanno chiesto alla Procura Generale e alla Procura della Repubblica di intervenire sulle assoluzioni, con un’istanza finalizzata alla richiesta di impugnazione, di Piera Ninfa, anche lei titolare della ditta che stava eseguendo i lavori e Giorgio Gugliotta, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione dei lavori designato dalla committenza in relazione alle opere di demolizione e ricostruzione dell’immobile. E la Procura Generale ha accolto la sollecitazione delle parti civili. Si attende la fissazione dell’udienza di appello.

“Siamo certi che in appello -dichiara Antonio Patti, dello studio Brancato- sarà fatta giustizia e sarà posto rimedio ad un grave errore di valutazione posto in essere dal Tribunale di primo grado frutto, a mio parere, del continuo mutamento dei giudici, ben 7 in 12 anni di primo grado.”

Ecco quanto abbiamo scritto un anno fa: https://www.ienesiciliane.it/giustizia-catanese-omicidio-delloperaio-orazio-savoca-due-condannati-dopo-soltanto-12-anni-dalla-morte-in-un-cantiere/

Da quel maledetto 8 agosto del 2012 sono passati -soltanto- quasi 12 anni. Ieri, infatti, è arrivata la sentenza per una tragedia dimenticata nella macchina “infernale” della “giustizia catanese”: la “morte bianca” di Orazio Savoca. Operaio. Un figlio “di nessuno”. Morto a 26 anni, caduto – da dieci metri di altezza, da un ponteggio allestito per il rifacimento della facciata di uno stabile a Catania, in via Tripoli, a San Cristoforo, un altro “figlio di nessuno”. Popolo, gente comune, quartiere comuni, nessuna nobiltà, nessuna mobilitazione indignata della “società civile”. La “giustizia catanese” ha fatto il suo corso, con una serie incredibile di lentezze, di ritardi, di errori, di superficialità, malgrado l’opera generosa dell’avvocato Antonio Patti che ha seguito la vicenda e la famiglia della vittima con grande abnegazione.

Il dispositivo di primo grado, emesso dalla prima sezione penale del Tribunale, in composizione monocratica, indica due condanne a due anni -per omicidio colposo- per Francesco Buscema e Marta Bosco (pena sospesa), proprietari e committenti dell’intervento di ristrutturazione. Il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori, Bruno Borghi, nel frattempo è morto. Assolti sua moglie Piera Ninfa, anche lei titolare della ditta che stava eseguendo i lavori e Giorgio Gugliotta, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione dei lavori designato dalla committenza in relazione alle opere di demolizione e ricostruzione dell’immobile.

“Prendiamo atto -ha dichiarato l’avv. Patti- con soddisfazione della Sentenza di primo grado, seppur arrivata dopo 12 anni e crediamo tuttavia che sia stata fatta giustizia solo parzialmente, tenuto che la morte dell’imputato principale Borghi, titolare della Cema Costruzioni, abbia lasciato un grande vuoto processuale.

Attendiamo le motivazioni per valutare la possibilità di sollecitare la Procura Generale ad impugnare la Sentenza di assoluzione per la moglie del Borghi, Ninfa Piera, anch’ella legale rappresentante in quanto anche i familiari non ritengono giusto che a pagare siano solamente i proprietari dell’immobile ove si è verificato il sinistro mortale. Un’ultima considerazione, se il processo avesse seguito il suo iter temprale ordinario forse avremmo avuto piena Giustizia?”

La giustizia catanese ha riconosciuto un risarcimento monetario a carico dei due condannati e a favore alle parti civili, i familiari della vittima. Denari, con tanto anche di provvisionale, che non faranno ritornare in vita Orazio Savoca. Che non servono -a parere nostro- a nulla, se non forse ad aumentare il senso di fastidio se non di beffa di una storia assurda. Una storia di giustizia di classe.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

2 min

di Leda Morana Quattro domeniche in cui i frutti della terra del vulcano Etna diventano profumi sapori e storie da condividere. 4, 11, 18, 25: quattro numeri che sembrano usciti dall’urna del lotto e invece, a Zafferana, segnano le quattro domeniche in cui i sapori del vulcano diventano protagonisti dell’Ottobrata. Nata all’inizio degli anni Ottanta […]

2 min

«Non possiamo impedire all’Etna di eruttare, ma possiamo organizzare per tempo la risposta ai disagi. Quando Fontanarossa è costretto a fermarsi, i passeggeri devono sapere dove andare, quale mezzo prendere e a chi rivolgersi. Servono procedure definite, autobus disponibili e informazioni tempestive».  Lo dichiara Ludovico Balsamo, deputato regionale del Mpa e primo firmatario della mozione […]

2 min

Al Porto festeggiano anche le ragazze del Gs Canoa Catania, che conquistano una splendida medaglia di bronzo   Sul tetto d’Italia. La Polisportiva Canottieri Catania allenata da coach Salvo Messina trionfa nel Campionato Italiano Under 21 maschile di Canoa Polo. Dopo la Coppa Italia, la corazzata rossazzurra conquista anche lo scudetto di categoria.   Al Porto di Catania, i […]

1 min

COMUNICATO STAMPA “L’eco di un grazie che continua”:  Acto Sicilia celebra la rete di solidarietà costruita negli anni Velisti e rugbisti, medici e architetti, urbanisti e imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, professionisti dell’informazione, volontari e bambini. È ampia ed eterogenea la rete che Acto Sicilia – Alleanza contro il Tumore Ovarico ha costruito negli anni e […]