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BARBARA MIRABELLA: UNA GIOVANNA D’ARCO CONTRO IL MAINSTREAM
Pubblicato il 19 Luglio 2026
Sono l’indipendenza, la capacità di andare controcorrente, il piglio di chi sta sempre seduto dalla parte del torto, i tratti dirimenti della personalità di Barbara Mirabella già assessore al comune di Catania e manager dell’intrapresa fieristica. Una personalità, aliena a compromessi e tornacontismi che – lo diciamo da convinti fautori della meritocrazia – dovrebbe godere di più spazio imprenditoriale ed occasioni di lavoro di quelli che le vengono offerti da una comunità politica miope e da mondi economici poco propensi a premiare il merito.
Lei è notoriamente nemica dei circolini, avversaria delle logiche da conventicola, ferma oppositrice dell’amichettismo specie in salsa partitica, acerrima antagonista di cacicchi e potentati. È un imprenditrice che sta sul mercato e che con il mero know- how intende conquistarsi possibilità e motivi di business nel suo ambiente rifuggendo logiche salottiere ed amicali. Abbiamo avuto modo di vedere qualche sua realizzazione e crediamo convintamente che la poca (o nulla) attenzione offertale sia un segnale non coerente con il sicilianismo sbandierato opportunisticamente da taluni uomini politici locali che si riempiono la bocca della cura delle eccellenze lavorative isolane senza fornire loro i dovuti spazi d’espressione.È anche lei donna, madre, (immaginiamo) cristiana.
Ci sarebbero decine di opportunità in città. Le kermesse di partito, gli eventi commerciali, una variegata convegnistica che dovrebbe avvalersi della conoscenza della cara Barbara e del suo cipiglio descamisado fieramente avversario di raccomandazioni e segnalazioni. Specie se politiche. E sia più cauta la magistratura che ha in passato ritenuto di mettere in dubbio l’adamantina condotta di una manager che ha fatto del terzismo la cifra della propria condotta rifuggendo ogni collateralismo e qualsivoglia paludosa connivenza. A titolo di semplice esempio – giusto per fare un nome – il buon Salvo Pogliese, che pure all’epoca della sua sindacatura aveva scelto Barbarella come assessore alla Cultura, nel pieno rispetto di qualsiasi ipotizzato conflitto d’interesse (pieno ed assoluto aggiungerei) dovrebbe valutare di avvalersi anche del suo prezioso operato per gli incontri di matrice politica. Noi fossimo in lui ci penseremmo, se ritiene, possiamo fornire il mobile. Qualora l’avesse smarrito.
Saluti terzi, indipendenti e contro l’amichettismo.
Luca Allegra (con il concorso morale di Marco Benanti).




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