28 luglio 1985-28 luglio 2019, il delitto Montana: fatti e protagonisti. Quando “La Sicilia” di Ciancio rifiutò il necrologio della famiglia


Pubblicato il 28 Luglio 2019

“A Palermo, nell’estate 1985 la mafia continuava a versare sangue innocente per le proprie strade.
L’omicidio di mio fratello Beppe Montana si consumò il 28 luglio. Fu raggiunto alle spalle da diversi colpi di pistola – una Magnum 357 – mentre si trovava con la fidanzata a Porticello (frazione del comune di Santa Flavia), nei pressi del porto dove era ormeggiato il suo motoscafo. Il giorno dopo avrebbe dovuto iniziare le ferie.
Una settimana prima, Beppe aveva condotto un’operazione che aveva portato all’arresto di otto persone appartenenti alla famiglia di Pino Greco detto Scarpuzzedda, che però riuscì a non essere sul luogo dell’operazione. Il funerale di Beppe Montana coincise con il primo atto pubblico del neo eletto sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che avrebbe dato vita alla cosiddetta “primavera di Palermo”.
In occasione del trigesimo dell’omicidio di Beppe, mio padre chiese la pubblicazione, a pagamento, nella rubrica dei necrologi, del seguente testo: “La famiglia con rabbioso rimpianto ricorda alla collettività il sacrificio di Beppe Montana – commissario di P.S. – rinnovando ogni disprezzo alla mafia e ai suoi anonimi sostenitori”. Incredibilmente, l’impiegato del giornale La Sicilia gli rispose che sarebbe dovuto andare a chiedere alla direzione l’autorizzazione per la pubblicazione; al suo ritorno, affermò categoricamente a mio padre che il testo veniva respinto allo sportello su insindacabile disposizione del direttore, Mario Ciancio Sanfilippo.
Nel 1994, durante un processo, il pentito di mafia Francesco Marino Mannoia (arrestato dallo stesso Montana pochi giorni prima dell’agguato di Porticello), dichiarò che per gli omicidi di Montana e Cassarà un ruolo fondamentale sarebbe stato svolto da una “talpa” della squadra mobile, un poliziotto corrotto appartenente alla stessa sezione Catturandi.
Per l’omicidio di Beppe Montana furono condannati all’ergastolo Totò Riina, Michele Greco, Francesco ed Antonio Madonia, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Raffaele e Domenico Ganci, Salvatore Buscemi, Giuseppe e Vincenzo Galatolo. Carcere a vita anche per l’esecutore materiale, Giuseppe Lucchese”. Dario Montana.
 
Buona Memoria e Buona Domenica.

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