AEROPORTO CATANIA: LO “SCIPPO” È STATO CONSUMATO


Pubblicato il 21 Novembre 2025

La politica commissaria la legittimità dello scalo rossazzurro

Oggi, dopo una lunghissima gestazione, è stato finalmente “partorito” il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’aeroporto di Catania. Nessuna sorpresa rispetto alle indiscrezioni trapelate sui giornali: tutto confermato, tutto già scritto. La formula del “3-1-1” è stata rispettata. La politica, ancora una volta, ha saziato i suoi appetiti.
Eppure, in questa operazione, la politica non avrebbe dovuto entrarci. E soprattutto non è legittimata a farlo.
La governance dell’aeroporto — che ricordiamo essere infrastruttura strategica della Sicilia — è in mano alle Camere di Commercio. E proprio qui sta il nodo: il rinnovo delle Camere di Commercio è stato bloccato dalla politica regionale. Un’ingerenza evidente e pesante sulle nomine che, per loro natura, dovrebbero rimanere nell’alveo privatistico degli enti camerali. Il tutto senza che nessuno, almeno fino a oggi, si sia scandalizzato.
Coincidenze? Troppe.

Lunedì prossimo, guarda caso, partirà la procedura per il rinnovo degli organi camerali, con l’apertura delle buste che porterà alla nomina del nuovo Consiglio Camerale. Ed è proprio quel Consiglio l’unico soggetto legittimato — in quanto proprietario del 66% di SAC — a designare i componenti del CdA dell’aeroporto.
Questa travagliata marcia verso la nomina del CdA ha avuto solo un vero sussulto: la “ghigliottina” giudiziaria che si è abbattuta su Totò Cuffaro: lui aveva chiesto in un vertice di maggioranza per quale motivo la politica si stesse spartendo posti che spettano ai privati. Il risultato lo conosciamo: per colpire lui, sono stati revocati gli assessori vicini alla sua forza politica, pur non essendo neppure indagati.
Di contro, Fratelli d’Italia mantiene tranquillamente le proprie posizioni in giunta pur con esponenti per cui c’è una richiesta di rinvio a giudizio. Due pesi e due misure che pesano come macigni sulla credibilità istituzionale del governo regionale.
Un doppio pesismo, quello del presidente Schifani, che suona come un vero e proprio schiaffo alla cosa pubblica e alla trasparenza.

Una partita solo all’inizio

Il mandato del nuovo CdA, appena insediato, potrebbe rivelarsi a tempo. Perché uno dei primi atti della nuova giunta camerale — quando finalmente sarà pienamente legittimata — sarà quasi certamente la revoca dell’attuale governance.
In gioco non c’è una poltrona. C’è lo scalo che regge l’economia della Sicilia orientale, c’è un’infrastruttura che deve tornare pienamente operativa dopo mesi difficili, tra disservizi, incendi e crisi gestionali.
Con una sola speranza: che quando arriverà il momento di rimettere ordine, l’aeroporto di Catania sia ancora pienamente funzionante e non l’ennesima vittima del “saccheggio politico”.

iena che osserva.


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