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AGRICOLTURA, CSA SICILIA: “GLI AGRICOLTORI HANNO PERSO FIDUCIA NELLA REGIONE. IL BANDO SRD01 VA MODIFICATO PER NON ESCLUDERE LE PICCOLE AZIENDE”
Pubblicato il 18 Giugno 2026
Il Centro Studi Agricoli Sicilia, attraverso il presidente Francesco Sgroi, interviene nel dibattito relativo al bando SRD01 della Regione Siciliana, prendendo atto delle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dalle organizzazioni professionali agricole nazionali, che hanno espresso la propria contrarietà all’ipotesi di sospensione e modifica della misura.
«Pur rispettando le posizioni delle altre organizzazioni di categoria, continuiamo a ritenere necessario sospendere il bando per correggere i criteri di accesso e consentire anche alle piccole aziende agricole siciliane di partecipare alle opportunità di finanziamento previste», afferma Sgroi.
Secondo il Centro Studi Agricoli Sicilia, l’attuale impostazione della misura rischia infatti di escludere una larga parte del tessuto produttivo regionale, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese agricole.
«La nostra richiesta non nasce da una posizione ideologica, ma dall’esigenza concreta di garantire pari opportunità a tutte le aziende. Una linea che, peraltro, è stata già condivisa dall’Assemblea Regionale Siciliana attraverso l’approvazione di una specifica mozione», sottolinea il presidente del CSA Sicilia.
Per Sgroi, il caso del bando SRD01 rappresenta soltanto uno dei tanti elementi che stanno contribuendo ad alimentare un diffuso clima di sfiducia tra gli agricoltori nei confronti dell’amministrazione regionale.
«Assistiamo da tempo a continui annunci e proclami da parte dell’assessorato regionale all’Agricoltura, ma gli agricoltori faticano a vedere risultati concreti e percepibili nelle proprie aziende. Questa distanza tra dichiarazioni e realtà sta generando una crescente perdita di fiducia verso le istituzioni regionali».
Il presidente del Centro Studi Agricoli Sicilia richiama inoltre l’esempio della Misura 4.1 del PSR.
«Le graduatorie definitive del bando 2024 sono state approvate soltanto alla fine del 2025. Ad oggi le aziende beneficiarie non hanno ricevuto ulteriori comunicazioni e non conoscono lo stato di avanzamento delle procedure. Tempi così lunghi rischiano di compromettere la programmazione e gli investimenti delle imprese agricole».
Il Centro Studi Agricoli Sicilia ribadisce quindi la necessità di interventi rapidi ed efficaci a sostegno del comparto.
«Continueremo a rappresentare le istanze delle piccole e medie aziende agricole siciliane, chiedendo misure realmente accessibili, procedure più rapide e risposte concrete ai problemi del settore. L’agricoltura siciliana ha bisogno di certezze, non di promesse», conclude Sgroi.


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