In Sicilia si mormora, si vocifera, si conta sui calendari. L’aria che tira in questi giorni dentro e intorno all’Assemblea Regionale Siciliana ha il sapore di una crisi politica in gestazione — o almeno così dicono in molti.Le date in campo sono due. Chi è convinto che Renato Schifani possa dimettersi ad agosto dà le elezioni […]
Tira aria di elezioni anticipate in Sicilia
Pubblicato il 16 Giugno 2026
In Sicilia si mormora, si vocifera, si conta sui calendari. L’aria che tira in questi giorni dentro e intorno all’Assemblea Regionale Siciliana ha il sapore di una crisi politica in gestazione — o almeno così dicono in molti.
Le date in campo sono due. Chi è convinto che Renato Schifani possa dimettersi ad agosto dà le elezioni ad ottobre. Chi invece ritiene che il governo regionale regga ancora, punta a marzo 2027, ultima finestra utile prima della scadenza naturale della legislatura.
Ma da dove nascono queste previsioni? Dalla politica? Dai sondaggi? Dai giochi di corrente?
No. Nascono dal calendario dell’ARS, con buona pace dei giornali e giornali.
A luglio è calendarizzata la sessione sulle variazioni di bilancio. A dicembre tocca alla legge finanziaria. Sono gli unici due appuntamenti in cui i deputati regionali siciliani sembrano trovare motivazione sufficiente per riunirsi e fare il loro lavoro. Il resto è silenzio, assenze, rinvii.
E qui sta l’unica certezza di questa vicenda: l’ARS si riunisce solo quando ci sono i soldi. Non per le riforme, non per i siciliani, non per le emergenze. Solo per approvare i conti.
Se la crisi dovesse aprirsi dopo luglio ma prima di dicembre, addio finanziaria. E allora anche i più resistenti potrebbero fare i bagagli.
Nel frattempo, si aspetta. Si sussurra. Si contano i voti qualcuno sta predisponendo le liste – ma questa – è un altra storia.Sicilia, come sempre.
Iena che osserva


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