Anthony “Raffaele” da Pedara e il “suo PdB” (“Partito di Barbagallo”) dopo l’ultima sconfitta


Pubblicato il 17 Giugno 2024

Le recenti elezioni europee ci consegnano un’interessante situazione del Pd siciliano. Infatti, ancora una volta la lista dei candidati è stata preparata per soddisfare gli equilibri correntizi interni in generale e gli interessi personali del segretario Anthony Barbagallo da Pedara in particolare.

Il quadro di insieme che ne viene fuori e che il partito democratico siciliano con il suo 14,35% si piazza al quarto posto e perde un seggio eleggendo , così,  un solo deputato riuscendo a registrare il peggior risultato di sempre in una competizione europea.

Se poi si desidera osservare meglio la preventiva eliminazione di candidati non in linea con il condottiero pedarese, vedi Giuseppe Antoci quasi “costretto” a farsi eleggere deputato da capolista grillino, che sarebbe stato perfettamente al suo posto nella lista del Pd, o al depotenziamento del deputato uscente Pietro Bartolo, reo di non essere in linea con il “Barbagallo pensiero” -ammesso che ne esista uno- e, pertanto, tenuto in bilico sino all’ultimo e poi nemmeno piazzato nella testata di lista immediatamente dopo la Schlein;  posto questo riservato al senatore professore Nicita candidato del sistema presentato come l’ “unto del Signore”, portato in giro in ogni dove da Barbagallo e sostenuto dalla aristocrazia politica piddina catanese

Insomma, Anthony “Raffaele” Barbagallo (il cui apporto al centrodestra siciliano è dato politico ormai accertato) continua a comportarsi di fatto da “socio” di un gruppo di amici che si autotutelano e si autopromuovono (in sintesi un “PdB”, il “partito degli amici di Barbagallo”) e non certo da segretario politico di un partito che aspira ad essere di massa,  fa la lista in beata solitudine , non attiva nel partito alcun dibattito interno, umilia i territori non riconosce ruolo a nessun interlocutore, si genuflette dinanzi al potere romano attribuendosi il ruolo di proconsole assoluto della provincia di Sicilia, sostenuto nella capitale dal suo alleato (occulto solo se si è ciechi) Provenzano, che ha un preciso e coincidente interesse a non far emergere alcuna novità nella sua terra di origine , affinché nel vuoto totale possa continuarsi ad esercitare un ruolo per i due “gemelli diversi”, il duo pedarese-nisseno che sul nulla politico o quasi basa il suo agire.

Ma la politica aborrisce il vuoto e, spesso, lo riempie in modo inaspettato , così capita che Giuseppe Lupo, ritenuto indegno dal duo Chinnici/Barbagallo (dall’alto di una conclamata coerenza di princìpi….) di candidarsi alle regionali del 2022, diventi deputato europeo con quasi 50.000 preferenze distanziando il buon Nicita che si piazza rovinosamente quarto dietro persino a quel Bartolo contro il quale il nostro Barbagallo ha tentato di tutto e di più.

Ancora una volta quindi il Anthony “Raffaele” fallisce in una importante competizione elettorale; ancora fresco, infatti, è il ricordo delle ultime regionali che rappresentano dopo il passaggio della Chinnici, da lui imposta candidata alla Presidenza  della Regione, a Forza Italia un autentico capolavoro di insipienza politica e di arroganza correntizia di un personaggio che appare ormai sempre più un capetto locale privo di visione politica e di capacità di gestire un partito regionale.

Nei prossimi mesi si terrà il congresso regionale del Pd e a seguire quello provinciale catanese: sarà interessante capire cosa accadrà, come le correnti giocheranno la loro partita , come e se la Schlein interverrà nella competizione e , soprattutto, se si vorrà ridare dignità e protagonismo ai territori ed agli iscritti veri, eliminando le liste correntizie di tesserati finti buoni solo per fare numero al momento opportuno.

Sarà quello il momento giusto per rifondare il Pd siciliano troppo a lungo ammorbato dal “barbagallismo” o sarà l’ennesima occasione persa. Quella è un’altra storia e noi saremo qui a raccontarvela. 

Iena che non ti aspetti.


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