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BOCCIATURA TERZO MANDATO PER I SINDACI: “DANNO PER I PICCOLI COMUNI”
Pubblicato il 19 Febbraio 2026
LO SAURO: “SI SACRIFICA LA CONTINUITÁ AMMINISTRATIVA PER LOGICHE DI OPPORTUNITÀ POLITICA“
comunicato stampa
SANT’AGATA LI BATTIATI (CT) – “Ancora una volta assistiamo da cittadini e da rappresentanti delle comunità territoriali a decisioni legislative regionali adottate secondo le logiche delle segreterie politiche: la notizia della bocciatura all’Ars del ddl Enti locali e la possibilità di estensione del terzo mandato per i piccoli Comuni, risuona come una beffa per le tante realtà amministrative che con impegno, in questi anni, hanno portato avanti risanamento economico e finanziario, opere e progetti a beneficio delle comunità locali”.
Con queste parole Vittorio Lo Sauro, consigliere comunale di Sant’Agata Li Battiati e assessore della Giunta guidata dal sindaco Marco Rubino, interviene commentando la notizia dei lavori all’Ars che di fatto hanno sbarrato la strada alla possibilità del terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino ai 15 mila abitanti. “Si tratta di una vicenda che lascia molte perplessità, poiché la mancata estensione della possibilità di un terzo mandato, una questione che in altre Regioni è già regolata da tempo e che nel nostro contesto, richiedeva sostanzialmente un adeguamento normativo, rivela come sempre una visione limitata e limitante dell’autonomia speciale siciliana. E il risultato è che si rischia di interrompere percorsi amministrativi già avviati, si spezza la continuità di progetti complessi e si rallentano iniziative che richiedono tempi lunghi e stabilità politica”.
“Quando si bloccano processi amministrativi complessi – commenta ancora – il danno non è teorico: è concreto. Riguarda le persone, i servizi, le politiche sociali. Riguarda progetti che hanno bisogno di continuità per diventare realtà, uno su tutti: il “Dopo di Noi”, iniziativa che richiede tempi burocratici lunghi, pianificazione e stabilità amministrativa per garantire risposte reali alle famiglie e ai soggetti più fragili. Quando le regole cambiano o vengono bloccate per logiche di opportunità politica, il prezzo lo paga la comunità. E questo è il punto più grave: l’interesse personale o di parte finisce per prevalere sul bene comune”.
La riflessione di Lo Sauro si sofferma quindi anche sulle finalità che debbano essere perseguite dalle istituzioni: “Una politica che non mette al centro i cittadini, ma gli equilibri di potere, smette di essere strumento di servizio e diventa meccanismo di conservazione. Oggi esistono meccanismi istituzionali che incidono profondamente sulla gestione del potere e delle risorse pubbliche, ma che restano sconosciuti alla maggioranza dei cittadini. Un esempio emblematico riguarda la rappresentanza provinciale: non tutti sanno che i rappresentanti in seno al Consiglio della Città Metropolitana non vengono eletti direttamente dal popolo, ma sono scelti esclusivamente dai consiglieri comunali. Si tratta di un sistema che, pur essendo formalmente previsto dall’ordinamento, di fatto riduce la partecipazione diretta dei cittadini su organismi che gestiscono comunque risorse pubbliche e assumono decisioni rilevanti per il territorio.
La conseguenza è evidente: gli equilibri politici si determinano all’interno di circuiti ristretti, con dinamiche che spesso sfuggono al controllo democratico diretto. Non è difficile comprendere come questo possa incidere anche sugli assetti politici più ampi, influenzando la formazione di nuovi gruppi dirigenti o l’emersione di figure che potrebbero modificare gli equilibri elettorali futuri.
E tutto questo è avvenuto con scelte politiche condivise trasversalmente – conclude Lo Sauro – senza un vero dibattito pubblico e senza una reazione forte sul sistema di votazione”.
Sant’Agata Li Battiati, 19.02.2026.




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