Catania allo sfascio? Comune insolvente e posti di lavoro a rischio, Licandro(Pdci): “intervenga il Ministro dell’Interno”


Pubblicato il 14 Ottobre 2012

Dichiarazioni durissime del coordinatore della segreteria nazionale dei Comunisti Italiani. Che commenta l’allarme lanciato da Confindustria. “Bancarotta” a Palazzo degli Elefanti?

Da parte nostra facciamo una previsione, oggi 14 ottobre 2012: fra qualche mese, i catanesi voteranno di nuovo in massa Stancanelli. Si accettano scommesse….

“C’è una malapolitica che non è soltanto quella della corruzione, delle infiltrazioni mafiose, del malaffare: è malapolitica anche quella dei furbi, di coloro che per sopravvivere o per galleggiare nascondono la realtà dei fatti, che per occultare il proprio fallimento non esitano a danneggiare la sorte dei lavoratori. E’ quella malapolitica che si respira a Catania”.Lo ha detto Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale dei Comunisti italiani, commentando l’allarme lanciato da Confindustria sul rischio di chiusura di tante imprese che da marzo non ricevono i pagamenti dal Comune (il cui debito supererebbe i tre milioni di euro) per i servizi di assistenza che svolgono in convenzione, con la conseguenza che trecento lavoratori potrebbero perdere il posto e che da ottobre non riceveranno gli stipendi.Per Licandro, “ormai è la prova provata che il fallimento politico e l’occultamento della verità non sono le stravaganti ossessioni dei Comunisti italiani, ma la dura e amara realtà: esito di 12 anni di malgoverno, in assoluta continuità, da Scapagnini a Stancanelli. Esprimiamo la nostra fortissima preoccupazione per i posti a rischio, che aggraverebbero un quadro di per sé drammatico, di disoccupazione, di rottura della coesione sociale e foriero di ulteriori tensioni nel territorio catanese”.Il dirigente del Pdci si rivolge quindi, “nella perdurante inerzia delle altre istituzioni, al ministro dell’Interno, perché è sempre più insostenibile che si lasci una città come Catania, la nona città d’Italia, come una zattera abbandonata in mezzo all’oceano. Nell’attuale situazione di crisi economica e sociale, ancor più grave nel Sud e in Sicilia, credo che il governo non possa esimersi dall’intervenire con determinazione e ove occorra con durezza”.


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