CATANIA COMUNALE: TRASPARENZA COME IL LAMELLARE DI PIOMBO!


Pubblicato il 23 Settembre 2014

Associazione “Codici” ARRIBUMMA alla Ragioneria Generale del Comune di Catania.

Provvedimento dirigenziale 04/74 del 20 marzo 2014 ILLEGITTIMO

di Ignazio De Luca

Anche oggi abbiamo respirato -nella conferenza stampa, LA TRASPARENZA DEL COMUNE DI CATANIA, indetta dall’associazione “Codici”- a pieni polmoni la legalità di questa amministrazione dalla “primavera” sempre più “autunnale”.

Gli avvocati Manfredi Zammataro e Mario Campione dell’associazione “Codici”, seguendo le procedure previste dalla legge, dlgs 33/2013, avevano chiesto i nominativi dei 78 beneficiari dell’ufficio tributi, destinatari di un super mega bonus (illegittimo)di quasi 775 mila euro, quale compenso incentivante al personale dell’ufficio tributi, per il recupero del gettito ICI relativo all’evasione dell’anno precedente.

Assolutamente in linea confacente alla trasparenza plumbea di questa amministrazione, quasi fuori tempo massimo, si sono visti recapitare, nella PEC dell’associazione, dalla Ragioneria Generale, un foglio omissato nelle generalità dei dipendenti, nello stile che rieccheggia la più tetra burocrazia sovietica.

Tutto nasce probabilmente dalla “pensata scientifica” del dirigente della Ragioneria Generale del Comune, dott. Pietro Belfiore, attuale comandante della “Municipale”, che col provvedimento 04/74 del 20 marzo 2014 avente ad oggetto il progetto: “Potenziamento dell’ufficio Tributi” anno 2014, si “inventa” un super mega bonus (illegittimo)di quasi 775 mila euro, quale compenso incentivante al personale dell’ufficio Tributi.

Precisiamo che si “inventa” non è azzardato! L’ex dirigente di ragioneria, attuale comandante della “Municipale”, dottor Pietro Belfiore, nella parte motiva del provvedimento cita l’art. 11 comma 4 ( quattro) del “vigente regolamento delle entrate che (prevederebbe) per il potenziamento dell’ufficio tributi, un fondo pari al 25 % del gettito ICI evaso nell’anno precedente”.

Diciamo subito che in conferenza stampa eravamo stati colti da un malessere pensando che un progetto incentivante potesse prevedere percentuali quasi da “sistema giacchetto grandi eventi” (a mò di metafora),  perciò ci siamo riservati di studiare le carte.

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Ebbene lo studio, come al solito approfondito, porta cattive notizie per il comandante della “Municipale”. Il vigente regolamento delle Entrate all’art. 11 ha solo tre commi non quattro, leggere per credere l’allegato in foto.

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Dunque il malessere da cui eravamo stati colti in conferenza stampa era più che fondato, sappiamo per esperienza che i progetti incentivanti per i dipendenti pubblici di solito non oltrepassano la soglia delle dita che si contano in una mano.

Ma un altra considerazione vogliamo fare dello scriteriato progetto incentivante. Leggiamo nel provvedimento 04/74, illegittimo e infondato in assenza dei presupposti di legge, che il recupero ICI aveva fruttato € 3.098.431,71. Da questa cifra sarebbe stato detratto il 25% incentivante pari ad € 774. 607,81, con un “ricavo” netto per il Comune, per il recupero dell’evasione pari ad € 2.323.824.

I dipendenti incentivati dell’ufficio tributi sono 78. Calcolando per ognuno di essi una retribuzione media annua, comprensiva di oneri riflessi, pari a 40 mila euro, il comune spende per quell’ufficio annualmente € 3.120.000, ovvero quasi 800 mila euro in più del recupero dell’evasione, malgrado l’entrata straordinaria non si riesce a coprire per intero spese e oneri riflessi di un anno dell’ufficio.

Infine, una raccomandazione per il dottore Pietro Belfiore, che detto senza alcuna ironia, mai cognome è stato così adeguato al carattere di una persona, si attivi per revocare il provvedimento( assurdo)  in questione perché il danno erariale appare grosso.


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