Catania è…:ci scrive l’avv. Dario Riccioli


Caro Direttore,

dai giornali di oggi ho appreso che, ieri sera, il Consiglio Comunale di Catania è stato chiamato, per la seconda volta in due giorni, ad approvare l’aumento della TARI (ben il 18%), per evitare il secondo dissesto finanziario (solo dopo pochi anni dal primo) e per correggere i conti del Comune.

Poche ore prima, il Sindaco di Catania si è dimesso dalla carica. Alla seduta del Consiglio comunale erano presenti solo 9 consiglieri su 36. Conseguenza: non è stato possibile approvare quella delibera, certamente spinosa ma fors’anche necessaria per evitare il secondo default in soli 4 anni.

Le ragioni di questa sconcertante crisi del sistema di organizzazione e di gestione del Comune di Catania sono da ricercarsi nei prossimi appuntamenti elettorali: politiche a settembre, regionali a novembre (o forse accorpate alle politiche) e, subito dopo, le elezioni per il rinnovo della carica di Sindaco di Catania e del Consiglio Comunale. In prossimità delle elezioni, nessuno si vuole intestare un’iniziativa che, seppur necessaria, è certamente impopolare.

Questa notizia mi induce freddamente a ritenere che la politica non sia più in grado di evitare quella pericolosissima deriva che, pare, stia prendendo la nostra martoriata città, già vittima di un primo dissesto e le cui conseguenze sono patite, ogni giorno, dalle donne e dagli uomini che vivono la nostra città e che ormai guardano, sgomenti, alle iniziative assunte da una classe dirigente incapace di orientarsi, come fosse un pugile stordito.

Perché sia chiaro: nessuno dei soggetti attivi e passivi della politica cittadina può andare immune da responsabilità, per un motivo o per un altro. Non sono un politico di professione e, pertanto, lascio il tentativo di fare chiarezza a chi ha fatto dell’arte del possibile il proprio mestiere.

Ancora più freddamente, ritengo che ciò che la politica poteva fare per la nostra Catania lo ha fatto. Evidentemente, ciò che era (ed è) necessario fare non è nelle “corde” di una classe dirigente, troppo legata a logiche di appartenenza e troppo vincolata alla ricerca del consenso: di quel consenso politico necessario per proseguire nella “carriera”.

CATANIA è una città in cui NON SI RIESCE A RECUPERARE IL GETTITO FISCALE e, nonostante si registri – ogni anno – una continua perdita dei ricavi, si sprecano costantemente utili risorse. È indispensabile ridurre gli sprechi e gestire al meglio le entrate fiscali.

CATANIA è una città in cui si chiede al cittadino di pagare una tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, nonostante non si riesca ad individuare un contraente per la esecuzione del servizio; e, quando – finalmente – si conclude la procedura per la scelta di quel contraente, il servizio è scadente. È indispensabile approvare bandi di gara funzionali al servizio che viene delegato all’azienda privata.

CATANIA è una città con una naturale vocazione “verde”, ma non si riescono a sfruttare le immense risorse naturali per creare energia pulita. È indispensabile una politica orientata a recuperare fonti alternative, per garantire un risparmio di spesa alla P.A. e, conseguentemente, al cittadino.

CATANIA è una città soffocata da centinaia di clientele che rendono impossibile amministrarla. È indispensabile approvare un valido ed efficace piano triennale per la lotta alla corruzione e, per tale via, garantire la trasparenza.

CATANIA è una città in cui si chiede agli imprenditori del settore ricreativo di inventare, ogni giorno, un modo diverso per attrarre persone, ma non si è, ancora, sviluppato un regolamento comunale per la gestione del suolo pubblico. Salvo poi presentarsi dai ristoratori per sequestrare le strutture in precedenza autorizzate; ovvero chiedere il pagamento di oblazioni spropositate per concessioni temporanee, della durata annuale. È indispensabile approvare il piano regolatore comunale ed un regolamento che aiuti la creatività dei tanti imprenditori disponibili ad investire a CATANIA, nel rispetto delle leggi che regolano il settore, non trascurando la normativa in materia di inquinamento (acustico e di emissione di odori) e di sicurezza pubblica.

CATANIA è una città che ha una naturale vocazione turistica, ma non si riesce a fare turismo anche d’élite. È indispensabile regolamentare le modalità di accoglienza in città, offrendo un’immagine nuova a chi arriva a CATANIA. Occorre sfruttare adeguatamente le immense risorse che circondano Catania, come il mare e la montagna.

CATANIA è una città che non ha un pronto soccorso al centro della città che possa fronteggiare tutte le emergenze sanitarie. A titolo esemplificativo al P.S. del Garibaldi-centro non è presente la sala di emodinamica. È indispensabile un piano della sanità coerente ed efficace.

CATANIA non è solo la città di Giovanni Verga, di Vincenzo Bellini, di Ercole Patti, di Angelo Musco, Nino Martoglio; di Leo Gullotta, Gianni Bella, Carmen Consoli, Franco Battiato e Brigantony; ma anche di tanti artisti geniali che non chiedono altro se non fare esplodere la loro creatività, al servizio della città.

CATANIA è la città in cui si fondono armoniosamente la cultura borghese con la più genuina tradizione popolare.

CATANIA è la città con una delle più antiche università del mondo, ma l’offerta culturale non è adeguata alle nostre potenzialità e tradizioni.

CATANIA ha una forte vocazione sportiva. Occorre rafforzare la cultura dello sport, anche come stimolo alla competitività e alla aggregazione sociale, oltre che quale strumento per la promozione nel mondo delle eccellenze cresciute nel nostro territorio.

CATANIA, in altre parole, ha bisogno di cultura, legalità, sicurezza, sanità, turismo e sport. E di tanto altro ancora.

Caro Direttore, al punto in cui è stata portata la nostra città, non resta altro che sperare nel risveglio di quel mondo professionale, accademico, imprenditoriale e sportivo fatto da Donne e Uomini di buona volontà, che hanno dato prova, nella loro vita, di avere doti di organizzazione e gestione, che hanno fornito testimonianza di trasparenza ed integrità etica e morale. So che sono tanti, là fuori. Pronti a scommettere sulla rinascita di CATANIA.

CATANIA, non ha bisogno del partito del non voto, ma di risvegliarsi e di vivere con fiducia un giorno nuovo.

Un caro saluto e buon lavoro.

(Dario RICCIOLI)


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