Catania, ipocrisie e voti: un’elezione…del Caf!


Pubblicato il 14 Giugno 2013

Ritorna sui nostri “schermi” Adriano Meis, che dice…

I giornali colti, i giornalisti colti, i lettori colti, insomma, voi con le scuole alte siete tutti d’accordo sul fatto che il neoeletto consiglio comunale di Catania è formato da uomini che vengono dal basso, eletti con migliaia di preferenze prese nei quartieri popolari; verrebbe da dire: cristiani terra terra, o – con una espressione marxista leninista un po’ borghese – rappresentanti del proletariato urbano.Il prototipo del consigliere eletto con migliaia di preferenze è: maschio, media statura, un po’ di pancetta, catena al collo con crocefisso, lavora e gestisce un CAF, un patronato o un centro servizi.Bene, siamo tutti d’accordo; è così!Manca un passaggio, però: chi è l’elettore medio?Serve l’analisi del voto, avrebbe detto il vecchio dirigente del PCI.Catania negli anni si è andata sempre più svuotando, i Catanesi abitano a San Gregorio, Sant’Agata Li Battiati, San Giovanni La Punta, insomma nell’interland. E nei paesi limitrofi continuano a sentirsi cittadini, tifosi del Catania Calcio, devoti a Sant’Agata, mangiatori di carne di cavallo. In altri termini, a Catania centro di catanesi ne sono rimasti ben pochi.Insomma, IL Catanese, quello cu miccio, abita nelle periferie e nelle periferie la politica non c’è! Ci sono i servizi offerti dagli uomini del CAF; hai bisogno della pensione di invalidità? Dell’accompagnamento per la nonna? Della tessera dell’AMT? Ci pensa il Patronato.Perfetto, l’uomo del CAF si candida alle elezioni e la nonna che ha preso l’indennità di accompagnamento grazie a lui lo vota e lo fa votare. Il resto lo sapete: campagna elettorale con arrusti e mancia, concerti di neo melodici offerti, migliaia di voti nelle sezioni che pesano.Siffatto Consiglio Comunale, però, è di bassissimo livello, dite voi! E no, non è così: il Consiglio comunale è rappresentativo di Catania e Catania sono i quartieri, voi gente colta dovreste sapere che una democrazia prevede rappresentatività.Semmai c’è da chiedersi un’altra cosa: chi rappresenta il Sindaco? Perché a fronte di un consiglio comunale che viene dai quartieri, il primo cittadino deve essere appannaggio del salotto buono di Catania? Perché il sindaco non è un cittadino del Pigno o di Librino o di San Cristoforo?Sul punto, basti osservare che Bianco è stato eletto con circa 40.000 preferenze; molte meno degli elettori del consiglio.Insomma a eleggere il sindaco è stata un’oligarchia e quell’oligarchia oggi chiederà all’eletto incontri, riunioni, consulenze. Chiederanno di essere nominati esperti, il tempo che i quartieri non prendano coscienza della situazione, il tempo, in buona sostanza, che gli abitanti delle periferie non diventino spetti!

Adriano Meis


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