Catania, lo sfascio doloso della cosiddetta “giustizia del lavoro”, il caso in Parlamento, Albanella (Pd): “si affronti subito la drammatica situazione”


Pubblicato il 18 Giugno 2013

Il deputato del Pd ha presentato un’interrogazione e denuncia: “sette anni per una causa, dieci mila pratiche pendenti…”.

a cura di iena operaia

“Ci auguriamo che il decreto legge “del fare” messo a punto dal Governo Letta possa dare una risposta anche all’interrogazione che abbiamo presentato nelle scorse settimane nella quale abbiamo sottolineato, in particolare, l’insopportabile arretrato che giace nella sezione Lavoro del tribunale Civile di Catania dove una causa dura, in media, sette anni”. Lo dichiara la parlamentare nazionale del partito democratico Luisa Albanella, che ha presentato l’iniziativa parlamentare al ministro del Lavoro denunciando la condizione di assoluta inadeguatezza del numero dei magistrati addetti alle decine di migliaia di provvedimenti pendenti.”A fronte delle 10mila cause pendenti nel settore di lavoro e delle 12mila in materia di previdenza la sezione di Catania può contare su un organico composto da appena dieci giudici, di cui effettivi sono solo sei – sottolinea la parlamentare democratica – tutto questo accentuato dal trasferimento ad altri uffici giudiziari di tre unità e dal collocamento in quiescenza dello stesso presidente titolare”.

“Una inadeguatezza che aggrava una già insopportabile condizione vissuta da lavoratori licenziati e precari – aggiunge l’ex sindacalista Cgil –che si rivolgono alla giustizia per avere risposte e invece si ritrovano a vivere per anni senza stipendio e senza diritti, mentre nel frattempo molte aziende sono costrette a chiudere i battenti imprenditori”. “Basta leggere quanto scritto nell’ultima relazione dal presidente della Corte D’Appello in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario – conclude la deputata Pd – per rendersi conto del livello di degrado raggiunto”.

 


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