Catania verso le amministrative. Stancanelli riempie Le Ciminiere e “avverte” gli avversari che e’ lui il candidato sindaco da battere


Pubblicato il 23 Marzo 2013

di iena politicaE’ stato un bagno di folla per il sindaco Raffaele Stancanelli che alla presenza di oltre duemila cittadini ha presentato alla città il rapporto sul lavoro svolto in cinque anni dalla sua amministrazione comunale. Centro culturale “Le Ciminiere” gremito, quindi, con tanta gente a seguire l’intervento del sindaco dai maxi-schermi.I presenti hanno avuto modo di ascoltare uno Stancanelli determinato e appassionato che ha ribadito di “aver ancora l’entusiasmo e la passione di quando tredicenne mi avvicinai alla politica”.“Voglio dire alla mia città -ha esordito il sindaco Stancanelli- come mi sono comportato in questi anni e voglio riconfermare il mio impegno a completare le cose che già abbiamo cominciato. Il mio sogno nel cassetto è quello di completare l’opera di risanamento avviata con successo e tra cinque anni lasciare la politica consegnando la nostra città alle nuove generazioni“.Il sindaco ha ripercorso tutte le principali sfide affrontate con successo dalla sua amministrazione comunale, a partire dalla riduzione del deficit di bilancio, al risanamento dell’Amt che per la prima volta ha chiuso in attivo il proprio bilancio dopo un buco di oltre sessanta milioni di euro. “Siamo anche stati nelle condizioni di assumere cento persone grazie ad un concorso che in passato non poteva espletarsi per le passività dell’azienda. Un piccolo miracolo impensabile sino a ieri. Catania -ha aggiunto Raffaele Stancanelli- aveva dimenticato la capacità di sognare, sommersa com’era dai debiti e dal degrado di almeno vent’anni di cattiva amministrazione. Grazie al nostro operato, posso dire che, finalmente, siamo una città normale, agibile e risanata. E soprattutto ci siamo buttati alle spalle il rischio di dissesto”.”Nel 2008 ho trovato una Catania che stava attraversando una difficile situazione finanziaria. L’abbiamo salvata dal dissesto grazie a un lavoro serio e rigoroso. Adesso voglio fare conoscere le cose fatte e quelle che intendo portare a termine in futuro”.E non sono solo parole quelle del Sindaco. Ma fatti e numeri tangibili. “Quando nel 2008 mi sono insediato, sono stato accolto da giornaliere contestazioni – ovviamente non rivolte a me ma a chi aveva amministrato male – e ho deciso subito di intraprendere una seria azione di risanamento. Abbiamo dimezzato -ha aggiunto Raffaele Stancanelli- il debito e non abbiamo fatto più un euro di debito, come è stato puntualizzato anche su Rai tre. Ogni cittadino si senta un soldato di questa buona battaglia per non tornare indietro nella disperazione e nel degrado dove a comandare erano i padroni di turno”.Tra le tante opere e i progetti realizzati Raffaele Stancanelli ha anche ricordato come Catania è stata la prima città ad utilizzare l’illuminazione a Led. Sono stati ripristinati 400 km di strade. Triplicate le aree pedonali e ciclabili. Consegnato alle famiglie catanesi asili nido sicuri e all’avanguardia. Ridotte le indennità del 30 % per sindaco, assessori e consiglieri. Poltrone “tagliate” e, invece, incarichi ad amministratori e consulenti a titolo gratuito. Dismessi anche gli immobili comunali non utilizzati. Ridotti i debiti pari a un miliardo. Sono state aumentate le risorse per i più deboli. Sono stati organizzati numerosi eventi sportivi. Questi alcuni dei tantissimi risultati ricordati da Stancanelli.”Intendo portare a termine il progetto a cui ho lavorato. Ci aspettano cinque anni di rilancio- ha precisato il sindaco Stancanelli- e gli impegni da portare a termine sono tanti: da Corso Martiri al Pua, il Put, il risanamento della città. Non faccio calcoli e ci tengo al giudizio dei miei cittadini. Non mi sono candidato a sindaco nel 2008 per avere un trampolino di lancio, ma per passione perché mi piace lavorare per la mia città. E lo voglio rifare perché abbiamo ‘curato” Catania e ora vogliamo assistere al sogno che diventa realtà. Catania è sana dal punto di vista finanziario perché tutti sono costretti ad ammetterlo: siamo stati onesti e bravi”.


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