Covid, “Zone grigie” per assistere gli asintomatici


 Il Dasoe apre ad aree isolate in ogni reparto. Soddisfatti gli infettivologi. Iacobello: “La situazione sta diventando insostenibile”. C’è attesa per una nuova possibile proroga del team Covid.
DI GIUSEPPE BONACCORSI

Lotta a Covid, quello che da mesi andavano chiedendo gli infettivologi catanesi, Carmelo Iacobello e Bruno Cacopardo finalmente ha trovato una sponda al Dasoe di Palermo (Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) dove ieri si è tenuta una riunione operativa per affrontare l’ultima emergenza Covid che è già scoppiata negli ospedali e che rischia di mandare in tilt la macchina assistenziale.

“L’assessorato regionale alla Salute – spiega il direttore delle Malattie infettive del Cannizzaro, Iacobello – ha finalmente preso atto che esiste un problema nella complessa macchina assistenziale anti pandemica. L’orientamento è quello di creare negli ospedali,  per i positivi asintomatici, dei percorsi bene individuati che andranno concordati con tutti gli ospedali che hanno reparti Covid, per la creazione di aree grigie all’interno dei reparti ordinari dove poter ricoverare ed assistere pazienti che sono senza sintomi virali, ma sono risultati positivi al tampone di accesso”.
– Voi infettivologi erano mesi che avevate chiesto un intervento risolutivo per evitare di ritrovarvi con pazienti gravi, ma per altre patologie e non per il Covid
“Tutto quello che avevamo proposto finalmente sta producendo un risultato. Indubbiamente una accelerazione nella scelta è stata l’improvvisa impennata di casi per la Omicron 5 che di conseguenza ha causato un’impennata nei ricoveri di soggetti soltanto positivi e senza sintomi, ma affetti da altre patologie ordinarie anche gravi. Evidentemente l’assessore e i dirigenti hanno capito che senza interventi avremmo rischiato di avere ricoveri sempre più appropriati, causati soltanto dalla positività del paziente che arriva in ospedale per altri motivi. Il problema è che la somministrazione del tampone a tutti i pazienti che accedono in ospedale sta provocando una massa di ricoveri inappropriati di positivi Covid e non ci sono posti che bastino”.
-Visto l’aumento dei casi anche con 40 gradi di temperatura dobbiamo dedurre che questo virus continua a sorprenderci?
“L’aspetto dell’aumento dei casi anche in presenza di temperature record prescinde dai concetti di virologia generale in cui avevamo sempre immaginato che i virus influenzali e a trasmissione aerea avessero una scarsa resistenza alle temperature alte. Evidente la resistenza del virus continua a sorprendere per la capacità con cui riesce a superare anche i basilari concetti di virologia”.
– Cosa dobbiamo attenderci in autunno?
“E’ presto per dirlo. Se rimarrà in circolazione la Omicron 5 probabilmente continueremo ad avere un numero rilevante di casi senza però un quadro di gravità clinica che possa impattare sulle strutture sanitarie come in passato. Questo se rimarrà l’Omicron. Se dovesse cambiare non sappiamo. In genere abbiamo capito che il virus quando aumenta la contagiosità diminuisce la patogenicità. Un virus poco contagioso sarebbe invece più patogeno. Certo speriamo che non si combinino le due varianti perché altrimenti  sarebbe una cosa disastrosa”.
Intanto nell’ufficio del commissario Pino Liberti si attendono le decisioni della Regione sulla possibile ed ennesima proroga del personale del team Covid che finora ha lavorato per combattere la pandemia. L’ultima proroga è costata sei milioni di euro. Al momento non sappiamo quando costerà la nuova e se questa verrà rinnovata.


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