Esame di Maturità 2026, tra le novità il colloquio orale che valorizza esperienza, competenze e crescita personale


Pubblicato il 14 Giugno 2026

di Leda Morana

«Le radici dell’istruzione sono amare, ma i frutti sono dolci», scriveva Aristotele. Ed è proprio il tempo dei frutti quello che si apprestano a vivere migliaia di studenti italiani. Dopo anni di studio, impegno, sacrifici e crescita personale, arriva il momento di raccogliere quanto seminato lungo un cammino che non è stato soltanto scolastico, ma anche umano e formativo. Un momento che ogni generazione conserva nella memoria con emozione, perché racchiude attese, speranze, sogni e il desiderio di vedere riconosciuto il lavoro di anni. È uno dei passaggi più solenni e significativi del sistema educativo italiano, quello che accompagna i giovani verso nuove consapevolezze, responsabilità e prospettive di vita.

L’Esame di Maturità prenderà ufficialmente il via giovedì 18 giugno 2026 con la prima prova scritta nazionale di Italiano. Il giorno successivo i maturandi torneranno tra i banchi per affrontare la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo di studio. Per alcuni percorsi specifici, come EsaBac, EsaBac Techno e le sezioni internazionali cinese, spagnola e tedesca, è prevista anche la terza prova scritta fissata per giovedì 25 giugno. Giorni intensi, vissuti con il cuore in gola da migliaia di studenti e dalle loro famiglie, che accompagneranno i ragazzi in uno degli appuntamenti più attesi e importanti del loro percorso di crescita.

L’edizione 2026 dell’Esame di Maturità introduce alcune significative novità, in un equilibrio tra tradizione e innovazione. Da un lato recupera elementi identitari del passato, a partire dal ritorno della storica denominazione “Esame di Maturità”; dall’altro guarda al futuro valorizzando sempre più il percorso personale, formativo e professionale degli studenti, chiamati a raccontare non soltanto ciò che hanno appreso, ma anche le competenze e le esperienze maturate durante gli anni scolastici.

Tra le principali novità figura la nuova composizione della commissione esaminatrice. Le commissioni saranno presiedute da un presidente esterno e composte da due commissari esterni e due commissari interni per ciascuna classe, una formula che punta a garantire equilibrio, imparzialità e maggiore snellezza organizzativa.

Ma la vera innovazione dell’Esame di Maturità 2026 è rappresentata dal nuovo approccio al colloquio orale. Tra le novità di maggiore rilievo, l’esame offrirà agli studenti la possibilità di iniziare il colloquio con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale, valorizzando il cammino di crescita compiuto negli anni e le esperienze che hanno contribuito alla loro formazione.

Nel corso dell’esame troveranno inoltre spazio le attività di Formazione Scuola-Lavoro (FSL, ex PCTO) e i percorsi di apprendistato svolti durante gli anni scolastici. Attraverso una breve relazione o un elaborato multimediale, gli studenti potranno illustrare le esperienze realizzate sul campo, le competenze maturate e il valore formativo delle attività svolte, offrendo una testimonianza concreta di una scuola sempre più aperta al territorio, alle imprese e al mondo del lavoro.

Una scelta che testimonia quanto la scuola italiana abbia investito negli ultimi anni nel dialogo con il mondo produttivo, costruendo sinergie sempre più solide con imprese, enti di formazione, strutture ricettive e realtà del territorio.

Un lavoro portato avanti grazie all’impegno delle istituzioni scolastiche, dei docenti e degli stessi studenti che hanno scelto di mettersi in gioco, sperimentando sul campo quanto appreso tra i banchi.

Sarà un momento di autentico protagonismo. I ragazzi potranno raccontare esperienze vissute direttamente nelle aziende, nei laboratori, nelle strutture ricettive e negli enti che li hanno accolti durante il percorso formativo, illustrando le competenze maturate, le abilità sviluppate e la crescita personale acquisita attraverso il confronto con il mondo reale del lavoro.

Il colloquio proseguirà con domande e approfondimenti sulle discipline oggetto d’esame, consentendo alla commissione di valutare il livello di preparazione raggiunto, la capacità di collegare conoscenze e competenze e di argomentare in maniera critica e personale.

Il sistema di valutazione rimane articolato su un massimo di 100 punti. Le due prove scritte e il colloquio orale potranno attribuire fino a 20 punti ciascuno, per un totale di 60 punti complessivi. A questi si sommeranno i crediti scolastici maturati nel triennio finale, che potranno raggiungere un massimo di 40 punti.

Resta inoltre la possibilità per la commissione di attribuire un punteggio integrativo ai candidati che presentino particolari requisiti di merito. La novità introdotta quest’anno riguarda proprio tale riconoscimento: il bonus massimo attribuibile sarà di tre punti, e non più di cinque come avveniva nelle precedenti sessioni d’esame, secondo i criteri stabiliti dalla normativa ministeriale. Un riconoscimento che continua a premiare i percorsi scolastici più brillanti e costanti, contribuendo alla determinazione del voto finale che potrà raggiungere i 100 centesimi e l’eventuale lode.

Parte così il conto alla rovescia per migliaia di studenti italiani. Giorni di studio intenso, notti insonni, ripassi dell’ultimo minuto e quell’emozione che, nonostante il passare delle generazioni, resta sempre la stessa. Un’emozione che attraversa le aule scolastiche ma anche le case, dove i genitori vivono questa attesa con la stessa partecipazione dei propri figli.

Alle famiglie, che in queste settimane accompagneranno i ragazzi in uno dei passaggi più importanti della loro crescita, non resta che offrire sostegno, fiducia e serenità. Perché, al di là del voto finale, ogni studente uscirà da questa esperienza più forte, più consapevole e più maturo di quanto non fosse il giorno prima.

La vera conquista non sarà soltanto il diploma. Sarà aver imparato ad affrontare una sfida, a gestire la tensione, a credere nelle proprie capacità e a guardare avanti con coraggio. Per questo motivo, comunque vada, tutti i maturandi avranno già vinto qualcosa di importante.

A loro va il più sincero in bocca al lupo. E ai genitori, che oggi osservano emozionati i propri figli affrontare questa tappa fondamentale, una certezza che il tempo non ha mai smentito: un giorno anche loro sorrideranno ripensando a queste settimane e diranno, proprio come facciamo noi adulti oggi, che gli esami non finiscono mai.


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