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PD Sicilia, Energia popolare e Left wing: “Barbagallo ha perso la percezione della realtà. Eviti ulteriori danni e faccia un passo indietro per il bene del partito”
Pubblicato il 14 Giugno 2026
“In queste settimane, tra campagna referendaria ed elezioni amministrative, abbiamo preferito evitare polemiche interne concentrandoci con grande impegno sulle importanti sfide del partito nazionale e dei circoli territoriali. Ma dinnanzi all’inadeguatezza politica e alla totale perdita di lucidità di Anthony Barbagallo, non possiamo più rimanere in silenzio. Anziché prendere atto che sul suo nome è impossibile costruire l’unità del partito e fare quindi un passo indietro, Barbagallo continua a tenere in ostaggio il PD siciliano e si rende anche poco credibile agli occhi dei nostri elettori e degli stessi alleati quando parla di voler essere lui a ricompattare il fronte progressista in Sicilia”. Lo dichiarano in una nota congiunta i dirigenti siciliani di Energia popolare e Left Wing dopo la Direzione regionale del PD tenutasi ieri a Termini Imerese.
“Le sue fantasiose narrazioni trionfalistiche dei risultati delle amministrative siciliane non possono nascondere la realtà di una gestione disastrosa e con risultati modesti e in alcuni contesti irrilevanti. Basta vedere le percentuali della lista del PD nei comuni sopra i 15 mila abitanti per capire la reale situazione del partito in Sicilia: Ispica 2,5%, Augusta 3,4%, Carini 6,6%, Bronte 8,1%, Barcellona 8,8%, Marsala 8,7%, Agrigento 8,4% Messina 8,5%. A Milazzo la lista del PD insieme ai 5 Stelle e a Rifondazione comunista ha raccolto appena il 6,2%. Soltanto dove lui non ha messo mano si sono raggiunti risultati più significativi: a Floridia il 12,45% (eletto il sindaco Marco Carianni), a Lentini il 13,1% (eletto il sindaco Enzo Pupillo), a Termini Imerese il 13,6% (eletta la sindaca Maria Terranova del M5S), ad Agrigento il 9,4% (eletto il sindaco Michele Sodano di Controcorrente)”.
“Sulla gestione di Barbagallo delle elezioni amministrative a Enna e a Messina meglio stendere un velo pietoso. A Catania, nella sua provincia, il PD ha avuto risultati a dir poco disastrosi, a partire da Bronte dove il suo candidato sindaco è arrivato quarto e ha eletto un solo consigliere comunale. Il caso di Randazzo è l’esempio più eclatante delle sue contraddizioni: da segretario regionale sostiene il segretario di circolo Anzalone come candidato sindaco (sostenuto a sua volta dal sindaco uscente il cui comune è stato sciolto per mafia) e da componente della Commissione nazionale antimafia lo dichiara subito dopo “impresentabile”. Il massimo della sua coerenza lo riesce però ad esprimere a Pedara e a Trecastagni, dove da segretario regionale del PD benedice l’alleanza con Fratelli d’Italia”.
“Utilizzare il voto delle amministrative per cercare maldestramente di legittimare una gestione del partito regionale molto discutibile appare fuori da ogni realtà. Anziché affermare falsamente che il PD in Sicilia ha raddoppiato il numero dei consiglieri eletti, Barbagallo dovrebbe invece prendere atto che l’80% degli amministratori del PD eletti nell’ultima tornata amministrativa in Sicilia non si riconoscono nella sua fallimentare gestione politica”.
“Per queste e per tante altre ragioni, comprese le pesanti illegittimità del congresso regionale, chiediamo con forza che Barbagallo non resti un giorno in più alla guida del PD. C’è un urgente bisogno di rilanciare il PD siciliano e di creare una concreta alternativa al malgoverno del centro-destra e per farlo occorre un partito unito e un segretario regionale credibile”.
“Ci corre l’obbligo, infine, di ringraziare i candidati e i dirigenti locali del PD per lo straordinario impegno profuso in questa complicata competizione elettorale e gli elettori per la fiducia espressa al Partito Democratico che, nonostante gli errori di Barbagallo, ha l’ambizione di essere l’asse portante del centro-sinistra siciliano”.


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