Cronaca, Catania: “giustizia paralizzata”, travolta dal Covid 19


Pubblicato il 23 Giugno 2020

NEL CIVILE SALTATI IL 70% DEI PROCEDIMENTI, PER IL PENALE SOLO IL 20% DELLE UDIENZE PREVISTE SONO IN TRATTAZIONE

ANCHE NEL CAPOLUOGO ETNEO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELL’AVVOCATURA: «SALVIAMO LA GIUSTIZIA: DELEGITTIMATA, PARALIZZATA, INDIFESA. ORA BASTA!»

Catania non fa eccezione: anche nel capoluogo etneo la giustizia è stata travolta dal Covid19, ma anche da scelte nazionali sbagliate e da problemi strutturali che vengono dal passato. Questa la ferma denuncia emersa nella conferenza stampa, nel rispetto delle disposizioni sulla distanza di sicurezza, tenutasi oggi nella Biblioteca “Avv. Nino Magnano di San Lio”, presso il Tribunale di Catania (piazza Giovanni Verga), organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (Coa) etneo, con la partecipazione del presidente del Coa, Rosario Pizzino, del delegato distrettuale O. C. F. (Organismo Congressuale Forense), Alberto Giaconia, del vicepresidente U.O.F.S. (Unione Ordini Forensi della Sicilia), Antonino Distefano, del Presidente della Camera Penale “Serafino Famà” Salvatore Liotta, del Presidente della Camera Civile Giovanni Perrotta.

Nel corso dell’incontro è stato presentato lo stato dell’arte della crisi che colpisce il Tribunale locale.

Per Rosario Pizzino, presidente del Coa, «assistiamo alle conseguenze di problemi già cronici, che impediscono l’adeguato funzionamento di un servizio fondamentale per la tutela dei diritti, per i cittadini ma anche per le imprese. Nonostante l’impegno e la collaborazione tra le istituzioni locali, il presidente della Corte di Appello, del Tribunale, del Consiglio dell’Ordine, dei funzionari pubblici, anche attraverso specifici protocolli, siamo in una situazione molto grave»

I numeri dell’emergenza: «A seguito dei decreti governativi – spiega Pizzino – nel civile ancora il 6 maggio si prevedeva che potesse saltare fino al 70% dell’attività ordinaria delle udienze. E così è stato! Nel penale la situazione è ugualmente grave, d’altronde solo in 3 aule su 13 si possono fare le udienze in videoconferenza. In trattazione c’è solo il 20% circa delle udienze rispetto a quelle previste. Anche a causa  di uno smart working  che è stato ed, è, in questo settore, quasi virtuale. Il tributario è paralizzato. Il piano di smaltimento dell’arretrato si è dovuto bloccare. Piove sul bagnato. Infine per quanto riguarda la difesa dei meno abbienti, i ritardi nel pagamento del lavoro degli avvocati ha raggiunto tempi insostenibili».

«Il plesso di via Crispi già in condizioni normali era inadeguato, soprattutto nel periodo estivo; adesso l’applicazione delle misure di prevenzione anti Covid rischia di aggravare la situazione. L’ufficio del Giudice di Pace è ubicato all’interno di un condominio. Il Tribunale di sorveglianza ha un’aula d’udienza inadeguata e spazi insufficienti. Tutte le  inadeguatezze strutturali impediscono ai Cancellieri di lavorare».

«Una luce nel tunnel è relativa alle controversie di lavoro – aggiunge il presidente Pizzino – che hanno mantenuto un ritmo di smaltimento ragionevole, anche in virtù di un rito più rodato».

Infine il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania ha messo in forte evidenza che la conferenza stampa di oggi si tiene in adesione alla  manifestazione nazionale «Salviamo la Giustizia: delegittimata, paralizzata, indifesa. Ora basta!”, promossa dall’Organismo Nazionale Forense, che si è svolta in contemporanea a Roma e in tutti i distretti del Paese.

Infatti è stato presentato il Manifesto Nazionale dell’Avvocatura per superare questa gravissima emergenza, con alcune proposte indirizzate al Premier Conte e al ministro della Giustizia, Bonafede.  

Catania, 23 giugno 2020.


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