Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]
Regaliamo una strategia di comunicazione al PD. È gratuita
Pubblicato il 13 Agosto 2026
di iena Marco Benanti
Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.
La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.
È una scelta comunicativamente efficace, perché sposta il baricentro del dibattito su soggetti che difficilmente rispondono nel merito e che, per ruolo e stile, tendono a mantenere un profilo istituzionale.
Il punto, però, non è soltanto ciò che viene dichiarato. È l’assenza di un centrosinistra capace di prendere quel messaggio, analizzarlo e ribaltarlo sul piano politico.
Non sarebbe difficile.
Basterebbe riportare al centro una questione che viene presentata come esclusivamente amministrativa o tecnica: chi ha assunto le decisioni, quali scelte logistiche e politiche hanno contribuito a creare questa condizione, e perché dopo dieci anni il sistema aeroportuale siciliano resta così vulnerabile.
Andrebbero indicati con chiarezza gli attori istituzionali coinvolti, le competenze esercitate e le responsabilità politiche delle decisioni prese o non prese.
Perché una strategia aeroportuale non è soltanto una questione tecnica o turistica: incide sulla mobilità, sull’economia, sull’accessibilità dell’Isola e sulla vita quotidiana dei cittadini.
Costringere il dibattito a misurarsi con questi elementi permetterebbe finalmente di superare gli slogan e di capire se il PD esiste ancora, ed è in grado di fare un’opposizione seria.O almeno di farla per la prima volta dopo tanto tempo.




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