Cronache del Regime catanese: i dieci fallimenti di un’amministrazione non…all’altezza. Prima puntata


Pubblicato il 17 Dicembre 2015

di iena antibluff marco benanti (vignetta di Vincenzo Baiamonte)

Entra nella fase discendente, anche temporalmente, la parabola del “Bianco IV”, dello stesso sindaco che Catania aveva 28 anni fa. Superato il “mid term” come il giornale di Ciancio ha dottamente definito la metà del mandato del “ciuraru di Aidone”, non ci tiriamo indietro anche noi a fare un bilancio( senza ipocrisie) dei primi 900 giorni del governo rossazzurro del nuovo/vecchio sindaco. 

Una premessa è doverosa prima di elencare in dieci punti quelli che secondo noi rappresentano i problemi gravi che affossano ogni credibilità di progetti futuri che ora verranno somministrati quotidianamente a una città rassegnata, nel tentativo di  coprire un fallimento annunciato da una vittoria elettorale dei “cambiacasacca”! A noi Bianco ci è indifferente, non abbiamo pregiudizi.

Ma non possiamo fare a meno di azionare sensibilità critica, di fronte all’evidenza dei fatti: purtroppo, sappiamo che questo al Podestà non piace. Pazienza, vuol dire che i suoi interessati cortigiani più o meno abusivi e in attesa di incarico( quando?) gliene faranno fare una ragione provando magari a spiegargli che siamo al Comune di Catania e non più a “Casa Catania” cioè la sua segreteria elettorale. 

Urbanistica: l’avere agganciato l’approvazione del Prg alla costituzione della Città Metropolitana si è rivelato un fallimento. Del Piano Regolatore comunale pronto da tre anni non c’è traccia, così come della Città Metropolitana persa tra i meandri dell’Ars:  a molti questa idea è sembrata solo un capriccio del podestà per distinguersi, cosa che egli ama fare anche contro il buon senso. E poi vi immaginate il Prg di Catania raccordato con la pianificazione urbanistica di Gela, città campione mondiale dell’abusivismo? Lo ripetiamo una cazzata, ma Alessandro Porto, che qualche anno fa presiedeva la commissione urbanistica e si batteva per il Prg, ora tace disciplinatamente e non vuole essere disturbato, mentre magari va in palestra. Di Variante Centro Storico, Corso martiri e Pua non si ha notizia: tutto fermo e immobile.

Finanze: il risanamento finanziario si è fermato proprio con l’arrivo dell’amministrazione del Podestà Enzo Bianco. Lo dice la Corte dei Conti: solo nei primi due anni si sono creati altri 29,6 mln di euro di disavanzo. Quella dei giudici contabili è una minacciosa ordinanza che preannuncia il dissesto e che piomba sul consiglio comunale a pochi giorni dalla fine dell’esercizio finanziario, quando ancora dev’essere approvato il bilancio preventivo(record assoluto). Il buco si aggira sul mld di euro e si tenta il gioco delle tre carte per nascondere il dissesto ormai nei fatti. La Ragioneria è rimasta senza un Capo riconosciuto dall’addio di Santonocito (la scelta di De Salvo l’ha fatta Bianco) e Girlando si arrabatta per tirare a campare (magari dicendo una rassicurante balla alla volta?) affinché quantomeno si ricorda a chi l’ha detta.

continua… 


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico  – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]

1 min

di iena Marco Benanti Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.È una scelta comunicativamente efficace, […]

2 min

comunicato stampa sindacale “Ci avviamo verso un autunno particolarmente delicato. Tante vertenze, tanti problemi da affrontare per la città di Catania. Pure l’Etna mette a dura prova le già fragili infrastrutture”, dichiara Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL di Catania. “Pensiamo alla vertenza Pfizer, una delle nostre maggiori preoccupazioni. Non è in gioco soltanto il […]