Cronache delle “tragedie” catanesi, Teatro Stabile… “nel pantano”: domani presidio Cisl in piazza Università


Pubblicato il 24 Maggio 2015

I lavoratori da 5 mesi senza stipendio.

Rotolo (Cisl CT) e D’Amico (Fistel CT): «esempio della responsabilità non esercitata dall’amministrazione Bianco»

ecco quanto denuncia il sindacato:

“Fuori dal pantano il Teatro Stabile di Catania” è lo slogan del presidio, organizzato dalla Cisl e dalla Fistel di Catania, che si terrà lunedì 25 maggio, dalle 16.30, in piazza Università a Catania.

L’iniziativa vuole informare la città sulla difficile situazione delle lavoratrici e dei lavoratori dello Stabile catanese che sono senza stipendio da cinque mesi. Un’occasione per riportare alla ribalta una crisi sulla quale sembra non si voglia intervenire, nonostante l’ampio risalto dato dalla stampa locale.

“Tra le tante, troppe crisi irrisolte nei settori produttivi, nel sociale e nella pubblica amministrazione a Catania – dichiarano Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, e Antonio D’Amico, segretario generale della Fistel provinciale – quella del Teatro Stabile, in particolare, ha coinvolto nelle ultime settimane istituzioni locali, regionali, sindacati, cittadini e artisti”.

“La stampa locale ha dato molto risalto alla vicenda – continuano – e qualcuno l’ha definita una telenovela, altri una tragedia. Noi la chiamiamo “l’esempio della responsabilità non esercitata dall’amministrazione Bianco”. Perché, nonostante tutti gli interventi dei vari soggetti sociali e istituzionali, gli atti del consiglio comunale, si continua a oscurare nei fatti la soluzione”.

Per Rotolo e D’Amico, “lodevole è la difesa del sindaco Bianco nei confronti del presidente dello Stabile, che egli stesso ha designato: ciò che abbiamo sentito e letto in tutti questi giorni era scontato”.

“Abbiamo scritto al sindaco – ricordano – e, dopo settimane, nessun cenno è arrivato alla Cisl, nessuna opportunità di confronto per arrivare a una soluzione condivisa così da portare il teatro fuori dal pantano in cui è stato spinto nei recenti anni”.

“Nel frattempo – sottolineano – negli ultimi mesi, dati del Dipartimento regionale Turismo, allo stabile di Catania sono arrivati 600mila euro e ne stanno per arrivare altri 240mila, ma i lavoratori non sono pagati dal mese di febbraio”.

“E la vera tragedia riguarda proprio loro, i lavoratori – concludono Rotolo e D’Amico – le loro famiglie e la possibilità di sopravvivere ogni giorno con dignità. La dignità di decine di lavoratori che, con senso di dovere e di responsabilità, hanno continuato ad fare il proprio lavoro con dedizione e costanza per garantire l’apertura del sipario. Noi, i lavoratori, le lavoratrici e i cittadini catanesi vogliamo fuori dal pantano il Teatro Stabile di Catania”.

 


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