Cronache tragiche catanesi: una città allo sbando e la…città se ne fotte


Pubblicato il 11 Novembre 2015

di Claudio Melchiorre

Catania leader europea del turismo. Catania capitale dello sport. Catania cresce come Berlino. Catania, la Barcellona italiana. Ormai si può dire tutto, senza nemmeno sforzarsi di dire qualcosa di sensato a supporto a meri esercizi retorici, sempre più spericolati. La realtà è che non gliene importa più nulla a nessuno di quel che accade sul palcoscenico politico.

La provincia abolita? Ora è solo commissariata. Chi la gestisce si distingue per buon senso. Nessuno si preoccupa se uno spazio democratico si è estinto. Il Comune non funziona e il Consiglio Comunale è talmente spaccato che non si riesce nemmeno a convocarlo? Chi se ne importa. Si dà per scontato anche che il sindaco non ci sia, preso com’è dal divertimento di presiedere l’assemblea Anci, incontrare i premi nobel a Firenze, azzerbinarsi con chiunque potrebbe dargli un incarico di qualsiasi tipo che gli dia la scusa di stare lontano da Catania. La Regione non funziona? Ormai è considerato un fatto semplice e senza troppe speranze di soluzione. E’ così, come una delle piaghe d’Egitto. Con la differenza che quelle in realtà non sappiamo nemmeno se ci siano state davvero o se siano solo una metafora storica. Qui e ora è tutto vero.

La comprensione di quanto sia degradata la situazione e l’indifferenza è data da una notizia secondaria: I lavoratori del call centre Almaviva protestano perché la sera e la notte non si sentono sicuri. Minacciano uno sciopero. Il sindacato interviene a fa un accordo con l’azienda: sarà licenziato un portiere e sarà assunta una guardia giurata. Ora, dai processi di mafia si sa che la guardiania è uno dei business con i quali la mafia maschera il pizzo.

Ma aldilà di questo, che sicuramente non sarà il caso, una società sana e un sindacato serio avrebbero preteso la sicurezza in strada ad opera dello Stato, della Regione che qui ha competenza primaria, e dal Comune. Nulla di tutto questo. Si vince la sicurezza, secondo il sindacato, se si assume una persona che apre un portone la sera a chi deve uscire dal call centre. Davvero, con queste idee possiamo dire quello che vogliamo.

Per esempio: candidiamo Catania alle Olimpiadi e all’expo universale. Non ci prenderanno nemmeno in considerazione, ma obbediremo alla nostra idea di buon governo: farci prendere per il culo ed essere felici e soddisfatti. Poveri disgraziati come siamo.

 


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