Cronache tragicomiche catanesi: Enzo il sindaco di Bianco vestito


Pubblicato il 11 Settembre 2015

di marco pitrella

Al di là del bene e del male il fatti a nomina e vo cucchiti  è il vestito cucito addosso ad Enzo, il sindaco  tutto panama e occhiali da sole quando in inverno non mette il pullover.

Il collegio di difesa  del comune “riesumato” da Bianco con relativo aumento del compenso (da 1.000 a 1.400 eurazzi cadauno) per quattro consulenti legali esterni, tra i quali il suo avvocato personale, docente universitario e “luminare” del diritto penale Giovanni Grasso, è l’ultimo di una lunga serie di “siparietti” che fanno di Catania sempre più un paesazzo… peggio di così nessuno mai.

Il frizzante Scapagnini, buon anima, era sì un democristiano ma anche un simpatico napoletano.  Stancanelli una brava persona. Quelli del passato, tra rivoli e rotonde, hanno avuto quantomeno la decenza  di non ergersi a paladini della legge morale il che è un grande merito.

Infatti, definendoli “Professionisti che lavorano con impegno, dedizione e grande competenza” sono intervenuti a difesa dei consulenti da Palazzo degli Elefanti. Poetici questi “pachidermi” e per nulla convincenti sono stati. Del resto è “sinistra borghese”, “i peggiori”, (in)degni eredi della doppia morale PCI.

Così, nell’assurdo etneo, persino i fricchettoni & nostalgici sessantottini di “Catania Bene Comune” – che il “fattaccio” dei consulenti hanno denunciato – riescono, a volte, a dar attualità alla battaglia politica che altrimenti tutta lotta e pugno chiuso sarebbe per loro.

Enzo non ce la fa e rende qualsiasi atto ragion di Stato”; è la propaganda a far brodo fra i denti del liotro. Pur senza cavallo c’è il senatore Bianco a far da sceriffo; “passeggiata di controllo”, pochi giorni fa, con i vigili urbani e un autobus di giornalisti a seguito per raccontare il ripristino della legallllità nella “suburbana” Piazza Europa con multe & “multarelle”, documentate certo e ben immortalate soprattutto. A Librino, invece, il problema è senz’altro il traffffico. Il 16 luglio “Librino day” è la trovata pubblicitaria: la giunta s’è riunita al quattiere e primo atto della “piccola rivoluzione” – così è stata definita –  l’istituzione della linea bus “Librino Express”. Il 18 settembre, sempre al quattiere, sarà festa con fuochi d’artificio & concerto del coro e dell’orchestra del Teatro Bellini (e la neomelodica?); la periferia ringrazia per la risoluzione della “malavitosa”questione del traffico da tempo sotto il clacson dei più. Inoltre, per combattere l’inquinamento (anche maffffioso?) e far di Catania una città valdostana, ecco l’incentivo di 250 euro a fondo perduto per l’acquisto della bici elettrica; nulla quaestio sull’iniziativa ma tutto fa audience e, in quattro e quattr’otto, la “notiziola” su due ruote diventa un elzeviro. E sul versante notizie, come non sottolineare lo scandalo – che Ienesicule più volte ha denunciato – del giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso regolarmente stipendiato dalla Asec Trade, società partecipata del comune, ma anche portavoce personale dell’avv. Bianco. Peccato che il contratto di conferimento dell’incarico di portavoce  non si sia mai visto. Abusivismo? La vicenda infatti ha ispirato, di recente, la provocatoria proposta (a sfottò) del consigliere Manlio Messina di costruire un piano abusivo per l’ufficio stampa abusivo. Niccolò Notarbartolo (pur essendo piddìno è noto per l’opposizione in consiglio comunale) è stato accusato di “voglia di visibilità” dal suo capogruppo piddì Giovanni D’Avola. D’Avola dimentica però che è ultimo a poter parlare poiché le 28 presenze su 78 conferenze dei capigruppo fanno della sua opera consiliare un fantasma.

Di “uscite”, Enzo, qualcuna “buona” l’ha fatta: quando, il novembre scorso, il maltempo causò danni nella zona di Ognina, affermò: “la Virgin (la palestra che fu danneggiata, ndr) è tecnicamente ad Aci Castello” – ma può essere ovunque essendo anche una radio – , sino alla proposta di istituire, dopo il crollo della A19, una “fantasiosa” tratta aerea Catania-Palermo. Eccetera, eccetera, eccetera. Diopere realizzate nemmeno a Tondo Gioeni se ne sono viste. 

“La storia si ripete sempre due volte, scriveva Carl Marx, la prima in dramma e la seconda in farsa”.

Da chi è “portato” Bianco IV? pare, si dice, si mormora non dalla ggggente. Le elezioni lo videro “trionfare” grazie all’esodo di “uccellacci & uccellini”, ex Mpa per la maggiore (uno su tutti il vice-sindaco Marco Consoli), emigrati – per nobili ideali? – verso la seconda primavera di Enzo, oggi, a dir poco, divenuta maledetta. “Sono d’accordo con loro se lo sono d’accordo con me”, mi disse una volta un compagno. E a proposito di “naturale sintonia” – parole del sindaco sono -, Giovanni Pistorio che la candidatura di Enzo, nel 2012, ha sostenuto, ha firmato martedì, nel Salone Bellini, il libro d’onore del comune di Catania. Il curriculum di Pistorio è fitto come un piatto ricco: ex DC, ex CCD, ex UDC (assessore alla sanità con Cuffaro), ex Mpa (eletto senatore) e poi di nuovo UDC e attualmente al servizio della “rivoluzione” da assessore regionale alla Funzione pubblica e Autonomie locali con Saro il presidente; nel frattempo per non farsi mancare nulla, lui – da ex senatore! – è stato a guida (ben stipendiato) della segreteria particolare di Ettore Leotta e prima ancora capo della segreteria tecnica di Patrizia Valenti; entrambi (ormai ex) assessori di Crocetta. Suona strano che proprio Bianco, che del governo targato “Lombardo-Partito Democratico” fu uno dei massimi avversari, venga a parlare di “naturale sintonia” con un ex “lombardiano” del calibro di Pistorio; qualcosa non torna o, forse, è tutto troppo chiaro. Che il “nemico” per i demagogici & velleitari oppositori dell’alleanza “PD-Don Raffaè” fosse Lombardo e solo Lombardo lo si era capito grazie anche “all’audacia” magistrAle, subito pronta ad intervenire quando la politica prova fare il suo mestiere.   

Poi, oltre i reduci e i combattenti transfughi del centro-destra, con Enzo ci sta il piddì cittì delle nicchie & degli “assittati” & dei Giovanni Burtone… quelli che stanno con il sindaco vivono nell’illusione che dal patto ne derivi la loro sopravvivenza; nella difesa, senza se & senza ma, della compagine amministrativa v’è il rischio, in verità, di passar per subalterni piuttosto che per alleati. Infine c’è Berretta l’Onorevole Giuseppe – più per contro potere che per altro di Bianco è nemico – cui Antonio Fiumefreddo, editore di Sudpress, dà spesso spazio & parola, mentre qualche altro politicante coll’ignavia e il silenzio al buon Antonio vuol “farselo amico”.

Dove entra il piddì Catania diventa palude.

Ma il tempo di stracciarsi le vesti non è ancora arrivato. Perché quello, il tempo, è troppo impegnato a darci ragione. 

 

 


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