Diritto e crimini, omicidio stradale: finalmente Giustizia per le vittime e le loro famiglie


Pubblicato il 03 Gennaio 2014

di iena stradale

Dopo parole e promesse, finalmente dal Ministro Anna Maria Cancellieri è arrivato l’annuncio: presto ci sarà nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale.Quella che è un’esigenza di giustizia molto diffusa nella nostra realtà quotidiana, che registra da tempo casi su casi tragici per condotte scorrette –talora davvero assurde- di chi si mette al volante, trova una risposta. La legge dovrebbe arrivare presto, probabilmente con il pacchetto giustizia.In Sicilia, a Catania, abbiamo seguito vicende legate a questo drammatico tema. Come nel caso di Sonia Sicari, uccisa in un brutale incidente stradale….

http://www.ienesiciliane.it/cronaca/8849-giudiziaria-uccise-guidando-a-folle-velocita-in-citta-in-appello-e-omicidio-colposo-non-volontario.html

una vicenda terribile, che non deve essere dimenticata. “Anche ricordando la tragedia di Sonia –dice l’avv. Mario Savio Grasso, legale dei familiari della vittima (nella foto, con i genitori di Sonia a sinistra)- non possiamo non accogliere con soddisfazione questo provvedimento di legge in arrivo. Ci sono aspetti che devono essere sottolineati: dal ritiro della patente, alla provvisionale in primo grado, al ricorso al carcere. Si tratta di misure adeguate, di fronte al comportamento di chi toglie la vita o comunque colpisce duramente una persona guidando senza responsabilità un mezzo di trasporto. Non è più ammissibile un simile comportamento, senza una reazione dello Stato. Il senso di giustizia prima di tutto lo richiede. Inoltre con questo provvedimento di legge si supera definitivamente il ‘dilemma’ fra colpa o dolo, che lascia spazio ad interpretazioni diverse e talora assolutamente non condivisibili “.I familiari di Sonia –madre e padre in testa- ribadiscono, anche alla luce di questo provvedimento, l’esigenza di Giustizia, con la g maiuscola. “Vogliamo –dicono i genitori- che la giustizia arrivi e sia certa per chi commette simili azioni. Chi vive la nostra condizione sa cosa significa per un genitore vivere esperienze del genere”.

 


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