Editoria e politica: “parterre de roi” per il libro di Gaetano D’Emilio “Scelba Magrì Drago e il governo della Balena Bianca”


Pubblicato il 01 Dicembre 2012

Pubblico delle grandi occasioni e “colossi” della politica catanese alla presentazione a Catania…a cura di iena politica

Una presenza di pubblico così massiccia nessuno l’avrebbe immaginata per la presentazione di un libro. Forse neanche l’eclettico e combattivo ing. D’Emilio, autore di “Scelba Magrì Drago e il governo della Balena bianca” edito dalla Media snc Libri Catania.

Si può dire che l’appuntamento ha battuto con forza due “colossi” del sentimento cittadino e non solo: la partita Catania-Milan e la prima del Teatro Stabile di Catania previste entrambe per la stessa sera. Eppure, venerdì pomeriggio, alla libreria Mondadori Diana c’erano tutti – o quasi- quelli che hanno fatto la storia politica della Dc catanese o i loro eredi. Da Filippo Drago ad Angelo Magrì, dall’on. Mimmo Sudano, alla giovanissima e affascinante Valeria Sudano appena eletta all’Ars, dal senatore Pino Firrarello a Nicola D’Agostino e Gino Ioppolo senza tralasciare il figlio dell’on Caragliano, di Modesto Sardo o i parenti di Stazzone e Barbaro Lo Giudice. Non mancava neanche padre Calanna, amico storico dell’ingegnere.

Tutti presenti per “rievocare mezzo secolo di storia e lasciarne la memoria a chi viene dopo di noi – ha esordito l’ing D’Emilio subito dopo i saluti di rito dell’editore Mario Adorno (nella foto in alto, assieme con il giornalista Piero Maenza e l’attore Gilberto Idonea) -. Il mio è un intervento letterario che si è posto due obiettivi fondamentali. Il primo è storico e mette in primo piano la ricerca della verità. Politico il secondo per mettere in luce la differenza tra l’entusiasmo ideologico degli uomini del ’48 con quello dei politici di oggi. In quegli anni della ripresa post bellica che portarono al boom economico degli anni Sessanta ci si ‘metteva insieme’ per portare avanti interessi generali nella convinzione che la ricerca del bene comune fosse l’unica soluzione. Poi l’avvento delle correnti cambiò tutto e fu il trasversalismo a prendere le redini di Catania”. Una dichiarazione condivisa e ripresa poco dopo da Filippo Drago mentre descriveva la vita familiare di suo padre, delineandolo con un carattere timido e militare all’interno delle mura domestiche.Eppure la decadenza della Balena bianca inizia già negli anni Ottanta con responsabilità non solo nazionali ma locali: “Si spense il dibattito politico – racconta il sen. Firrarello nel suo intervento – e si pensò solo di governare alla giornata mettendo un punto alla capacità di esprimere i bisogni della gente. In quel momento finì anche il mio essere Dc”.Racconti personali, documenti e fotografie hanno contraddistinto un dibattito condotto in modo impeccabile dal giornalista catanese Piero Maenza, mentre la conclusione effervescente, simpatica e decisamente divertente è stata bravura di Gilberto Idonea che ha interpretato alcuni aneddoti, realmente avvenuti e raccontati nel volume di D’Emilio, sulle vicende del Consiglio comunale.

Non per i presenti ma per quello che potremmo definire il pubblico delle grandi occasioni: duecento e più persone ad ascoltare i miti di quel governo che la stampa dell’epoca battezzò della “Balena bianca” per quella capacità di digerire tutto pur di restare a galla.

 


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