FDI SICILIA: DA NÉ PADRINI E NÉ PADRONI A NON IMPORTA SE E’ CRETINO L’IMPORTANTE E’ CHE SIA AMICO


AVANZA LA “DESTRA DEL MERITO” OVVERO IL “GOVERNO ALL’ITALIANA”, UN PAESE DI SANTI, POETI E FAMIGLI DA SISTEMARE

Fra i giovani militanti del Fronte della Gioventù prima e di Azione Giovani dopo, ovvero dell’organizzazione giovanile del MSI poi divenuto Alleanza Nazionale, un motto andava per la maggiore: “Né padrini, né padroni”, spesso declinato in “Senza padrini e senza padroni”.

Un motto che in poche parole condensava uno stile di vita, una visione del mondo e un modo di essere e di pensare lontano dal grigiore democristiano, dall’evanescenza dei comunisti da salotto e, soprattutto, di guardare ad una politica libera, fatta di meritocrazia, di ragionamento e pronta ad essere contro ogni logica tesa a conservare e preservare posizioni di privilegio e di rendita. Un pensiero duro, non moderato ma certamente non criticabile o da criticare. Si trattava di una splendida sintesi per rappresentare la contrarietà alla politica del malaffare, della connivenza con la mafia e della convenienza ma anche per sottolineare il no, deciso e forte, a chi pensava di selezionare le classi dirigenti cooptando i peggiori in nome della logica non importa se è cretino l’importante è che sia amico. 

Un motto che i fatti accaduti prima con l’individuazione dei nuovi deputati nazionali e poi con l’avvio del nuovo governo regionale in Sicilia sembra essere del tutto stato dimenticato da FDL e, soprattutto, dai suoi dirigenti e militanti nell’isola. Parimente appare lontano dalla fascinazione dell’idea dell’essere distanti dalla logica delle posizioni di rendita e di piccolo cabotaggio la battaglia di Fratelli d’Italia per avere nell’isola, ad ogni costo, l’assessorato al turismo, addirittura, con tanto di dichiarazione pubblica nella quale si sottolinea che si tratta di un settore richiesto in ogni comune e regione da loro governata. Una dichiarazione e una richiesta forzata di delega, questa, che considerata in tale settore, in questi anni di Re Nello, l’assenza generalizzata di attività concrete e rilevanti e di una adeguata e chiara programmazione induce a più di un pensiero cattivo e a più di una seria preoccupazione di cui forse dovrebbero occuparsi e preoccuparsi ben altri palazzi (Musumeci docet). Presidente dell’ARS e assessori imposti, poi, solo perché amici dei capi corrente, così come deputati nominati con pari criterio, unitamente a curriculum vitae in cui l’unico merito sembra essere quello di essere moglie e marito di tizio, amici del nuovo Presidente del Senato o, peggio,  del cognato del Presidente del Consiglio (anche lui, fra l’altro, promosso al rango di super ministro per l’agricoltura in assenza di meriti visibili) sembrano proprio far concludere che alla fine questa nuova destra italiana ama padrini e padroni e, certamente, persegue l’idea che nella scelta di chi mettere nei posti che contano il criterio adottato alla fine è quello del non importa se è cretino, l’importante e’ che sia amico.

di Guido Libero in concorso interno ed esterno di Marco Benanti.


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