Fusione Amt-Sostare, Cgil e Cisl: “non ci stiamo a ricevere notifiche di atti già decisi”


Pubblicato il 03 Giugno 2021

L’incontro di domani 

«Operazione senza precedenti che riguarda 900 dipendenti, senza chiarezza di presupposti e prospettive»  

Catania, 3 giugno 2021 – «Non siamo disposti a ricevere notifiche di atti già decisi: sul destino dei lavoratori e sui servizi resi ai cittadini il confronto va fatto prima. Ecco perché ribadiamo che non parteciperemo all’incontro organizzato dal Comune sul progetto di fusione tra le società partecipate AMT e Sostare».

Ad affermarlo sono le segreterie generali provinciali di Cgil e Cisl con le federazioni territoriali di categoria Filt e Filcams Cgil e Fit e Fisascat Cisl, sull’incontro fissato dal Comune di Catania per la fusione tra le due società partecipate.
«Non cederemo al tentativo dell’amministrazione comunale di relegarci al ruolo di notai di accordi già presi, percorsi già conclusi e movimenti di lavoratori già stabiliti. Non ci sediamo al tavolo con chi ha evitato ogni confronto, seppur richiesto in varie occasioni, nei mesi in cui è stata preparata la transizione societaria da cui siamo stati tenuti all’oscuro.
«A chi invece ha aderito inopinatamente e solitariamente all’invito del Comune, diciamo che non è così che si difendono i diritti dei lavoratori e si tutelano gli interessi dei cittadini che usufruiscono dei servizi. Non è tenendo bordone all’amministrazione comunale che si interpreta il ruolo di rappresentanza delle legittime aspettative del personale coinvolto in un’operazione senza precedenti, che coinvolge una platea di oltre 900 dipendenti, senza chiarezza sui presupposti con cui tutto ciò si è pianificato, come avverrà e con quali prospettive».
«Ribadiamo la disponibiità ad affrontare con la futura dirigenza societaria tutte le questioni relative alla nuova azienda. Come, ad esempio, l’esigenza di eliminare le disparità tra lavoratori della stessa azienda o il destino dei contratti part-time oggi ancora in atto in Sostare. E vigileremo che il nuovo inquadramento dei dipendenti nella nuova compagine corrisponda alle mansioni effettivamente svolte».
«Insomma, sarà da tale rapporto, che auspichiamo franco e aperto – concludono le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Filt, Filcams, Fit e Fisascat –  che avremo modo di capire quali iniziative intraprendere per continuare a rappresentare e difendere gli interessi dei lavoratori e dei cittadini catanesi.


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