Giudiziaria, caso Pierantonio Sandri, dopo la sentenza, Umberto Di Maggio (coordinatore regionale Libera): “ce ne sono tanti di casi simili in giro per la Sicilia”


Pubblicato il 01 Dicembre 2013

Dopo il verdetto -in abbreviato- reazioni del gruppo di Libera e Asaae presenti in tribunale…di iena giudiziariaquesta è la sentenza (vedi link)

http://www.ienesiciliane.it/cronaca/12900-flash-iene-omicidio-pierantonio-sandri-condannati-campisi-e-pisano-a-18-anni-e-8-mesi.html

Quel giorno c’erano anche esponenti di associazioni impegnate nel contrasto alle mafie, come Libera(parte civile nel processo) e Asaae (Associazione Antiracket e Antiusura Etnea). C’erano Enza Rando, responsabile dell’ufficio legale di Libera, Maria Luisa Barrera del direttivo provinciale, Gigi Montana, Gabriella Guerini, presidente dell’Asaae, l’avv. Vincenzo Ragazzi (nella foto in alto).

E Umberto Di Maggio, coordinatore regionale di “Libera” che ha risposto alle nostre domande:

“era importante esserci, esserci durante tutto il processo e soprattutto nell’ultimo passo, quello finale.E’ un modo per restituire dignità, per restituire giustizia ad una storia che correva il rischio di cadere nell’oblìo come tante storie, la storia di un giovane siciliano che insomma avrebbe pagato colpe che non sono le sue. Ci sono tanti Pierantonio Sandri in giro per la nostra terra, Pierantonio Sandri che correva il rischio di essere infangato, una memoria calpestata, siamo qua perché sua mamma, Ninetta Burgio ci ha detto, con la sua testimonianza instancabile, di esserci e di presidiare questi momentie questi diciotto anni ai due assassini materiali di questo omicidio non ci restituiranno Pierantonio questo sicuramente, però testimoniano che la legge è uguale per tutti.Continueremo per come abbiamo fatto a tenere alta la memoria di Pierantonio e la memoria dei tanti Pierantonio che ci sono in giro per questa terra e non solo in Sicilia.”


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