Giudiziaria, Catania: sequestrati 15 milioni di euro a membri della famiglia Bosco


Pubblicato il 07 Marzo 2014

Stamane conferenza stampa (nella foto)….

a cura di iena giudiziaria

Continuano senza sosta le indagini delle “fiamme gialle” nell’ambito dell’operazione “Money Lender” del febbraio scorso nell’ambito della quale, insieme alla squadra mobile della polizia, sono riusciti a smantellare un organizzazione dedita, secondo l’accusa, a un vasto giro di usura ed estorsione. Le “fiamme gialle” della Tributaria diretti dal colonello Giancarlo Franzese, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica, con cui è stato disposto il sequestro di beni patrimoniali riconducibili ad alcuni componenti della famiglia Bosco. L’intero patrimonio, valutato in circa 15 milioni di euro, (24 beni immobili, 15 autoveicoli e motoveicoli nonché 11 società (tre punti vendita della nota catena di supermercati e un’attivita’ di ristorazione con insegna nota sia in Italia che all’estero).Il Procuratore della Repubblica Giovanni Salvi con il sostituto Giovannella Scaminaci che ha coordinato le indagini, ha sottolineato: “che il sequestro di prevenzione riguarda solo le quote delle società , questo consentirà alle aziende di proseguire l’attività commerciale, ci sarà un amministratore giudiziario”.

Salvi ha sottolineato che l’ottimo risultato raggiunto in questa operazione: “è il risultato della buona collaborazione, in questo caso tra la Guardia di Finanza e la squadra mobile”.Il comandante provinciale delle Guardia di Finanza colonello Roberto Manna ha detto che le misure di prevenzione sono state rivolte all’individuazione dei beni aggredibili, per evitare la dispersione, tra questi beni immobili ed immobili, quote societarie di alcuni supermercati e bar. Identificati anche i soggetti effettivamente titolari dei beni, che in alcuni casi sono stati fittiziamente intestate ad altre persone , un attività – ha detto il comandante provinciale – di ricostruzione molto difficoltosa e complessa che abbraccia un arco temporale dal 2000 al 2010, quindi è stato verificato tutto il patrimonio accumulato in questo periodo, l’eventuale sproporzione tra questo patrimonio e il reddito dichiarato dalla famiglia Bosco, per esempio – ha detto il colonnello – il capo stipite della famiglia Bosco non ha superato i 20 e i 24mila euro annui”.

“Tra i beni sequestrati ci sono quote societarie oltre della famiglia Bosco c’è anche della famiglia Cuntrò che è imparentata con i Bosco. In particolare i Cuntro’ detengono il 50% delle quote societarie di una nota catena di pizzeria a Catania”.

 


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