GIUDIZIARIA E BUFALE, SMENTITA SECCA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANIA: “NESSUNA TRATTATIVA STATO-BASILOTTA”


Pubblicato il 10 Ottobre 2014

 comunicato dall’Ufficio Requirente:

“E’ oggi apparso sul periodico on-line Live Sicilia un articolo dal titolo “Trattativa Stato-Basilotta”.

La DDA di Catania ha chiesto e ottenuto il sequestro a fini di confisca delle società nelle quali detiene una partecipazione BASILOTTA Vincenzo e tra queste anche la INCOTER e la Judica Appalti. La INCOTER, per la quale la Procura aveva chiesto il sequestro del 100% delle quote, è stata confiscata in primo grado nella quota del 66,66%, il che consente di amministrare la società per mezzo di amministratori giudiziari; la Judica Appalti, invece, è stata confiscata solo per il 30% con conseguente nomina di amministratore non giudiziario.

La Cava detta Dragonia-Basilotta è di proprietà della Judica Appalti ma con comodato d’uso e con autorizzazione amministrativa della INCOTER. La Procura della Repubblica ha quindi espresso in data 30 ottobre 2013 parere favorevole alla cessione del ramo di azienda, perché favorevole all’interesse della INCOTER e perché in favore di società in parte confiscata e quindi sotto indiretto controllo dello Stato.

La Procura della Repubblica, proseguendo le investigazioni, ha però accertato che la Judica Appalti – e per essa il suo amministratore BASILOTTA Luigi Agatino – ha utilizzato abusivamente la Cava predetta, ha sottratto materiale inerte  e lo ha venduto a terzi con danno per la INCOTER. Per questa ragione in data 30 settembre 2014 è stato emesso avviso di conclusioni delle indagini preliminari per i reati di truffa aggravata, furto e scavo abusivo. L’avviso è stato già notificato.

Di conseguenza, i contatti preliminari volti alla possibilità di trasferire alla stessa Judica Appalti, già proprietaria, anche i diritti di sfruttamento della cava, con benefici reciproci per società in tutto o in parte riferibili allo Stato, non sembrano al momento proseguibili, salvo diverso avviso del Tribunale.

Di tali circostanze è stata ora, al termine delle indagini preliminari, resa edotta la Prefettura per i provvedimenti di sua eventuale competenza.

Nessuna trattativa, dunque, tra Stato e Basilotta ma al contrario rigoroso accertamento delle responsabilità, pur nel doveroso tentativo di operare perché le imprese confiscate o sequestrate continuino a vivere, nel rispetto della legalità, e costituiscano esempio di possibile sviluppo.”

Fin qui la nota diramata dalla Procura della Repubblica di Catania alla quale e’ seguita una replica da parte del collega Antonio Condorelli, autore dell’articolo che ha suscitato il dibattito (clicca qui per leggere l’articolo). Ecco la replica di Antonio Condorelli:

RISPOSTA Nell’ottobre del 2013, quando avete espresso “parere favorevole” alla vendita del ramo d’azienda, la Judica Appalti aveva già come amministratore unico e rappresentante legale Luigi Agatino Basilotta, lo stesso soggetto al quale avevate confiscato le quote. Quindi i “contatti preliminari” di cui parlate, sono stati avviati con lui. E per questo, purtroppo, la trattativa con i Basilotta c’è stata ed è tutt’ora in corso, come ha confermato ai nostri microfoni l’amministratore giudiziario Alessandro Politi, da voi nominato, che stamattina alle ore 10.00 si trovava nel distretto Minerario regionale, per discutere della cessione, insieme a Luigi e “Pippo” Basilotta. Rinnoviamo ogni stima e apprezzamento nei confronti dell’importante lavoro che ogni giorno portate avanti. Antonio Condorelli”


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