IL NUOVO CHE ARRANCA E IL COMPAGNO GRAMIGNA


Pubblicato il 03 Settembre 2018

L’assise di domenica ha visto incoronare un leader indiscusso nel panorama cupo di ciò che resta della Sinistra sinistra (che più sinistra non si può): il compagno Paolino Mangano, il prodotto più maturo (anche anagraficamente) del cattocomunismo catanese. Il compagno Mangano, il nuovo che arranca (altro che passo spedito), pare sia forgiato in una lega di acciaio degli Urali di fabbricazione sovietica e fragole di Maletto coltivate dietro la Chiesa madre. Duro e resistente ma senza perdere la tenerezza per accontentare anche la corrente guevarista.

In realtà solo pochi sanno che il deus ex machina del successo domenicale sia un altro. Il nome è secretato ma tra i ben informati si parla di tale Compagno Gramigna, un ex agente della Stasi al centro di tutti i complotti non riusciti a Catania sul versante sinistra.
Chi è il Compagno Gramigna? Più che un uomo è un’entità plurima: sindacalista, giornalista, ghost writer, autore dei Diari della motocicletta (non quelli del Che e del suo viaggio in America latina, molto più prosasticamente di gite da Catania a Marzamemi).
Personaggio enigmatico, la sua identità è sfuggente, nessuno sa con certezza cosa faccia e soprattutto perché lo faccia, l’unico sindacalista che non si innamora delle vertenze ma delle protagoniste delle vertenze, è contemporaneamente in più posti a contaminare, a raggiungere mondi (traduci: a raccattare scappati di casa cercando di legittimarli politicamente), appoggia candidati ma non si candida, scrive articoli ma non li firma, lavora ma di fatto si dedica al fancazzismo nazionale.
L’ultima impresa del compagno Gramigna è quella di divenire l’ideologo dietro le quinte della nuova formazione che aspira a raggruppare le millamila anime della sinistra catanese. Il Compagno Gramigna è però un tradizionalista. Talmente coerente con i suoi principi da seguire in modo ferreo una morale, anzi due. Se ad una assemblea lui porta 10 persone è espressione di sincera partecipazione democratica, se altri ne invitano 30 sono truppe cammellate. Lui è il detentore della verità più vera, da ex agente della Stasi raccoglie informazioni, categorizza persone, a volte, strafatto di succo al mirtillo, insulta pure. Ma con ironia per carità. Di fatto è il cane da compagnia della rivoluzione.
In questa missione suggerisce al compagno Mangano strategie, tattiche per selezionare i nuovi quadri dirigenti che devono essere puri, casti, rispettosi dell’ortodossia e con le transaminasi a posto.
Considerata l’età del compagno Mangano sembra uno dei tanti truffatori che bussano alle porte degli anziani spacciandosi per tecnici della compagnia del gas per derubarli. Ma il suo fine è altro: portare la sinistra sinistra (che più sinistra non si può) ad essere irrilevante non capendo che questo può tranquillamente avvenire anche senza il suo inutile contributo.


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