“IMPRENDITRICE ACCUSATA DI ECCESSO DI DECIBEL”: IL TRIBUNALE RIDIMENSIONA LE PRETESE DI S.E IL PRESIDENTE (DELLO STESSO TRIBUNALE) ESCHER E CONSORTE


di iena marco benanti

I giudici della sezione feriale del Tribunale di Catania (Presidente Francesco Cardile) hanno emesso un’ordinanza (seguita all’udienza tenutasi ieri 11 agosto) in relazione alla vicenda di cui abbiamo scritto

(vedi link https://www.ienesiciliane.it/mai-disturbare-il-buen-retiro-del-magistrato-ti-condannano-i-suoi-colleghi-dufficio/-)

che mette di fronte da una parte i coniugi Escher Zema( rispettivamente presidente della prima sezione del tribunale civile di Catania e consigliere di Corte d’Appello) e dall’altra l’imprenditrice Caterina Mendolia Pirandello con la sua attività al Faro di Capomulini che avrebbe provocato disturbo alla serenità di S. E. Escher. Dopo quanto deciso dal Tribunale civile il 28 luglio scorso, l’imprenditrice si è opposta, con la società che gestisce l’attività imprenditoriale, a quanto statuito.

E’ scritto nell’ordinanza che “…ad integrale riforma dell’impugnata ordinanza del 28/7/2022 , inibisce alla società reclamante oltre le ore 24,00 qualsivoglia attività che comporti intrattenimento o accompagnamento musicale, fermo restando il divieto previsto nell’ordinanza cautelare del 22/12/2015-09/01/2016 di ‘emissione di suoni o rumori eccedenti i tre decibel di notte e i cinque decibel di giorno rispetto al rumore di fondo’;

ridetermina la cauzione dovuta dalla società reclamante nella minore misura di 10.000, 00 da depositare -secondo le modalità stabilite nell’ordinanza reclamata- entro la data del 18/8/2022.

Dispone che in caso di inosservanza delle superiori prescrizioni sia inibita del tutte la predetta attività musicale attraverso l’apposizione dei sigilli sugli impianti di produzione, amplificazione e diffusione musicale in modo da impedirne il funzionamento.

Rinvia la causa dinnanzi al Collegio feriale del 18/8/2022 ore 10:00…”

Quel che emerge dalla decisione di oggi del Tribunale di Catania è il legame diretto con l’ordinanza cautelare del 22 dicembre 2015, con tutta una serie di prescrizioni per il livello di emissioni musicali , con il riconoscimento di “una lesione del diritto alla salute” dei coniugi Esche Zema, oggetto della presente fase di attuazione.

Sin dall’inizio la società si è trovata coinvolta in un procedimento attuativo di quello precedente, cioè di quello del 2015/16.
Una delle questioni centrali della vicenda sta, infatti, nella precedente ordinanza cautelare del 2015 che, pur non essendo suscettibile di passare in giudicato, al momento ha i suoi effetti (ma dopo sette anni dov’è l’urgenza?) finché non verrà eventualmente eliminata con un procedimento di merito. I giudici chiamati oggi ad attuarla non possono prescindere da quanto statuito nel 2015, sono, infatti, vincolati.

Ma questo è solo uno degli aspetti -seppur importante- della vicenda che mette di fronte da un lato le esigenze legate alla salute dei singoli e dell’altra le istanze dell’impresa (entrambe riconosciute a livello costituzionale). Nel concreto, la società imprenditrice si è attivata almeno per rispondere alle esigenze della tutela della serenità d’animo di S.E. Escher, pardon delle esigenze di rispetto del riposo della coppia di magistrati e per esteso immaginiamo delle bellissime casette che a pochi metri dal mare fanno bella mostra di loro a ridosso del locale dell’imprenditrice Caterina Mendolia Pirandello. Non a caso, di fronte ad una simile emergenza (come testimoniato dal procedimento avviato in piena estate, nel giro di circa un mese), la società “…ha già provveduto allo spostamento nella piattaforma sottostante degli impianti di diffusione del suono e di ogni eventuale evento che possa comunque comportare un accompagnamento musicale (per come stabilito nell’ordinanza reclamata) e non ha programmato eventi musicali per tutto il mese di agosto…”

Ma i giudici della sezione feriale del Tribunale di Catania non possono non rilevare che effettivamente quanto stabilito dall’ordinanza del 28 luglio scorso è leggermente sproporzionata. Ci riferimento alla cauzione di 50 mila euro (è scritto nell’ordinanza di oggi “obiettiva sproporzione”) e alle 5mila euro al giorno in caso di inottemperanza delle prescrizioni.

Adesso appuntamento all’udienza del 18 agosto: in sostanza, il Tribunale di Catania da un mese di occupa della tutela della salute per emissioni di suono. E lo fa con una efficienza e tempestività che fanno aprire il cuore all’ottimismo di fronte ai tempi della giustizia italiana.

Questo sul piano delle forme. Poi, purtroppo esiste il mondo reale: e il mondo reale è tutt’altra storia.

Nel mondo reale non ci sono tempistiche giudiziarie di questo tipo.

Nel mondo reale le emergenze sono i cantieri dove la vita dei lavoratori è oggetto di rischi continui e altissimi.

Il mondo reale fa vedere ogni giorno che il rispetto – pieno- della Costituzione è più che altro un’aspirazione di pochi garantisti e non altro.

Coerente, invece, con il mondo reale è ed è stato il silenzio della stampa sulla vicenda: a Catania (ma non è che nel resto dello Stivale sia tanto diverso) quando in vicende sgradevoli sono coinvolti magistrati accade di norma. Cala il silenzio. Anche perchè le esigenze della “Catania Bene” sono rispettate quasi come da prescrizione giudiziaria.

A scusate mi ero dimenticato una cosa: dal 2019 la normativa in materia è cambiata. Come si può applicare la differenza di decibel con rumore di fondo quando questo criterio è stato superato?


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