La Maledizione dell’Aspirante Presidente: cronaca di una coincidenza sempre più tempestiva


Pubblicato il 09 Novembre 2025

Quando ambire alla presidenza della Regione diventa un rischio calcolato. E il timing delle inchieste diventa sospettosamente preciso

Gli antichi romani avevano un detto: ripeti una storia abbastanza volte e diventerà leggenda. In Sicilia sta accadendo qualcosa di simile con quella che ormai viene chiamata la Maledizione dell’Aspirante Presidente. Con un dettaglio inquietante: la maledizione sta diventando sempre più veloce.
Tre casi, tre velocità diverse.
Sammartino: per lui è stato recuperato un fascicolo che dormiva nei cassetti della Procura da anni. Appena le sue ambizioni presidenziali sono diventate concrete, improvvisamente quei documenti polverosi hanno ritrovato urgenza e attualità.
Galvagno: tempismo impressionante. La tempesta giudiziaria lo ha colpito quasi in tempo reale. Il tempo di compiere i presunti reati e arriva già il prolungamento delle indagini. Una coincidenza temporale difficile da ignorare.
Cuffaro: qui la maledizione raggiunge la velocità della luce. È bastato che pronunciasse l’ipotesi di candidarsi per trovarsi inserito in un turbinio giudiziario. Neanche il tempo di pensarci, già coinvolto.
L’accelerazione della maledizione
C’è una progressione evidente: da fascicoli dormienti che si risvegliano, a indagini quasi simultanee ai fatti, fino ad arrivare a procedimenti che scattano alla sola menzione di una possibile candidatura.
La maledizione sta diventando sempre più tempestiva. O forse è solo che le elezioni si stanno avvicinando pericolosamente, e qualcuno ha fretta.
Il test definitivo: Schifani
Ora la domanda che tutti si pongono: Schifani è immune dalla maledizione? L’attuale presidente della Regione rappresenta il caso di studio perfetto. Se dovesse aspirare alla riconferma, scopriremo finalmente se la maledizione colpisce solo gli sfidanti o risparmia chi già siede a Palazzo d’Orleans.
Sarà interessante verificare se il sortilegio distingue tra aspiranti nuovi e presidenti in carica, o se invece la carica presidenziale funziona come una sorta di amuleto protettivo. Oppure, terza opzione, se anche solo l’idea di ricandidatura attiverà gli stessi meccanismi giudiziari con tempismo elettorale.
Il calendario ci darà la risposta. E con esso, capiremo se siamo di fronte a una maledizione democratica o selettiva.
Tre casi, tre tempistiche diverse, un unico denominatore comune: le ambizioni presidenziali costano care. Soprattutto quando le elezioni sono vicine. Schifani ci dirà se essere già presidente è un antidoto o solo un rinvio della sentenza.

Abbiamo solo ricostruito fatti e abbiamo scritto le nostre riflessioni. Al lettore ogni considerazione.

iena che osserva.


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