comunicato stampa Questura di Catania. Nel pomeriggio del 19 gennaio scorso, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due catanesi, padre classe 1983 e figlio classe 2007, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nell’ambito delle ordinarie e periodiche attività finalizzate a reprimere fenomeni […]
La morale a geometria variabile di Schifani
Pubblicato il 11 Novembre 2025
di iena che osserva.
Il presidente Schifani scopre improvvisamente la questione morale.
E con piglio quasi da giustiziere revoca le deleghe agli assessori della Nuova DC indagati, invocando il “rispetto dei cittadini che ci hanno votato”.
Nobile principio. Peccato che questa improvvisa severità etica sembri valere solo entro i confini della Regione Siciliana, e contro una sola forza politica.
Perché se davvero la questione morale fosse un principio e non uno strumento, qualcuno dovrebbe spiegare perché lo stesso metro non si applica altrove. A Catania, ad esempio, dove il sindaco Trantino governa serenamente con assessori dello stesso partito ora colpito dal rigore morale di Schifani.
Per non parlare dei dirigenti sotto processo che continuano imperterriti il loro lavoro, o dei consiglieri comunali condannati che siedono comodamente nei loro scranni.
La verità è che nel centrodestra siciliano a trazione Schifani la morale si declina al plurale: c’è quella per uso regionale, buona per le dichiarazioni ai giornali, e quella per uso locale, molto più elastica e accomodante.
Il “rispetto dei cittadini” diventa così una formula da tirare fuori quando fa comodo, un’arma politica più che un principio. Perché se fossero davvero coerenti, questa stessa severità dovrebbe abbattersi a cascata su tutte le amministrazioni del centrodestra siciliano.
Ma nel regno dell’ex Dc Schifani ogni caso va trattato “per il contesto che rappresenta”.
Traduzione: la morale si piega alle convenienze politiche del momento. E i cittadini? Quelli possono continuare a essere presi in giro, ovviamente nel loro stesso nome e per il loro rispetto.




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