Schifani e il cortocircuito del potere


Pubblicato il 11 Novembre 2025

Quando la “questione morale” diventa un’arma politica selettiva

Revoca immediata. Senza attendere sviluppi giudiziari, senza processi, senza condanne. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha tolto le deleghe agli assessori della Nuova DC per un’inchiesta della magistratura (dove gli assessori Dc non risultano indagati). La motivazione? Una questione morale. Il rispetto per i cittadini che li hanno votati.

Nobile principio. Ma c’è un problema: funziona solo a Palazzo d’Orléans?Perché se davvero si tratta di coerenza etica, la domanda è legittima: gli altri sindaci e amministratori del centrodestra siciliano faranno lo stesso? O forse la morale cambia a seconda della convenienza politica?

Il paradosso garantista

C’è un’ironia amara in questa vicenda. Il centrodestra italiano ha costruito la sua identità su un principio granitivo: “Innocenti fino al terzo grado di giudizio”. Berlusconi ne ha fatto un mantra, una bandiera contro quello che definiva “giustizialismo”. Eppure in Sicilia – dove, si sa, le regole nazionali faticano ad attraversare lo Stretto – Schifani applica una sorta di “giustizia sommaria”. Condanna politica prima ancora che la magistratura si pronunci.

Prima degli esiti preliminari, prima di ogni garanzia processuale.

Una mossa strategica? Qualcuno potrebbe chiedersi: non è che questa revoca anticipata serva ad altro? Non è che, togliendo le deleghe subito, si voglia influenzare il percorso giudiziario? Mandare un segnale alla magistratura, costringerla a decisioni più pesanti?

Le misure cautelari si basano su tre pilastri: rischio di reiterazione, inquinamento delle prove, pericolo di fuga. Con una condanna politica già eseguita, questi elementi diventano più facili da sostenere. Due pesi, due misure.

La verità è che il garantismo italiano – quello vero o quello strumentale – sembra avere una geografia variabile. Vale per alcuni, non per altri. Si applica quando serve, si dimentica quando conviene.

Schifani ha scelto la sua strada. Ma dovrebbe spiegare ai siciliani perché i principi fondanti del suo schieramento politico si fermano prima di arrivare in Sicilia. E perché la “questione morale” colpisce selettivamente, risparmiando chi fa più comodo. I cittadini che hanno votato meritano una risposta. Quella vera.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Nella “città reale” -quella vera, fuori dalle minkiate della Propaganda di Palazzo- succede che si resta al buio: la denuncia arriva dalla zona dell’ “Angelo Custode”, in particolare via Plaja 88, dove interi nuclei familiari, abitanti 87 case senza luce, vivono una condizione di assoluto disagio. Si segnalano, infatti, situazioni al limite, nello specifico per […]

2 min

 “La crisi della pesca siciliana ha ormai assunto una dimensione economica, sociale e occupazionale che non consente ulteriori rinvii. Per questo ho chiesto lo svolgimento di un’audizione in III Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana, affinché le difficoltà delle marinerie e le proposte avanzate dai rappresentanti del comparto potessero essere affrontate nelle sedi istituzionali competenti”. […]

1 min

Bandiera alfista! Luciano Abramo confermato. E non poteva essere altrimenti. Per la decima stagione consecutiva il nostro #95 indosserà la canotta della Decò Alfa Catania, per lui ormai una seconda pelle. La guardia rossazzurra (classe 1995, 183 cm di altezza) è una vera e propria bandiera del club alfista. La sua conferma è avvenuta per acclamazione […]