La strategia è far de “La Sicilia” il “Fatto quotidiano”, e saranno “altri” a dettar la linea


Pubblicato il 30 Settembre 2018

“I Siciliani” di ogni età, vecchi e giovani che siano, vogliono la confisca per metter mano su quel che di Catania è stato Il Quotidiano. Del resto, la questione, quella di Mario Ciancio, pare essere solo una per certi giornalisti e un po’ per la Procura: la linea editoriale.

Del chi, come, dove, quando e perché… il centro commerciale. Del chi, come, dove, quando e perché… l’intercettazione. Del chi, come, dove, quando e perché… le società. Del chi, come, dove, quando e perché… la speculazione. Del chi, come, dove, quando e perché… la variante.

Insomma, del chi, come, dove, quando e perché… dell’intera vicenda giudiziaria, dei 150milioni, è il totale sequestrato, a nessuno sembra davvero interessare. Ciò che interesse è, appunto, metter mano al giornale così da dettare la linea editoriale, a confisca che avverrà.

Di Claudio Fava è la proposta di affidare “La Sicilia” a quelli che… “in questi anni – così ha detto – hanno raccontato verità sulle collusioni e protezioni del potere mafioso”. Eppure, chi li ha visti proprio “in questi anni” entrar nel merito di un dibattimento e quindi di un processo. In fondo, se la mafia è antologia, l’antimafia, diversa da quella “dei pennacchi”, dei Crocetta e dei Montante, ha la sua strategia: “su Mario Ciancio si sapeva tutto o quasi”, è il J’accuse sempre di Fava.

E, dunque, via i giornalisti de “La Sicilia”, brutti, sporchi e “autocensurati”.

Via Luca Ciliberti, via Barresi, il Mario maestro di stile e dentro Iannitti, Matteo a far figura da “babbeo”. Va da sé che i maccheroni riempiono la panza e un posto, magari da redattore, è meglio del reddito di cittadinanza.

Via Orazio Provini e dentro Antonio Roccuzzo e dentro Michele Gambino.

Via Antonello Piraneo, dentro Riccardo Orioles che non solo ha avuto il coraggio di definire “infantili” le reazioni dei giornalisti ma con piglio imprenditoriale ha pure detto “li staremo ad ascoltare per salvare il giornale”. E meno male che Orioles è quello che coi benefici della legge Bacchelli hanno mandato in pensione.

Fosse il nuovo che avanza, ma quello che sembra è l’avanzar di un nuovo monopolio.

Ecco “La Sicilia” a “I Siciliani”. L’operazione che ha un fine: far, appunto, de “La Sicilia” “Il Fatto Quotidiano”, nostrano.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

di Marco Iacona Per ogni morte un grande rispetto. A destra a sinistra sopra sotto eccetera. Mi chiedevo in queste ore: ma i vecchi camerati della (mia) vecchia città, piangeranno la scomparsa di Guccini? Andava alla grande questo posso dirlo, la faccia era di chi avrebbe giocato a briscola con gli Hobbit, i temi certe […]

5 min

Discoteche, locali, serate d’estate e voglia di stare insieme. L’alcol accompagna una parte della socialità, soprattutto giovanile. Ma se accanto al cocktail alcolico trovassimo un’alternativa fresca, nutriente e altrettanto invitante? Forse la prevenzione può cominciare proprio dalla possibilità di fare la scelta giusta. di Leda Morana Luci basse, musica alta, un tavolo intorno al quale […]

1 min

Sarà Simone Cristicchi il protagonista dell’appuntamento in programma mercoledì 12 agosto alla Corte di Palazzo Platamone (ore 21.00), nell’ambito del Catania Summer Fest 2026.  Il Teatro Stabile di Catania organizza la tappa catanese di “A-LIVE”, il nuovo progetto live dell’artista, prodotto da International Music and Arts (IMARTS), con cui Cristicchi celebra vent’anni di carriera in uno spettacolo che intreccia musica, memoria e parole. Lo spettacolo […]

2 min

 Si avvia alla conclusione il Mythos Troina Festival, la rassegna dedicata al mito classico e contemporaneo diretta da Luigi Tabita. A chiudere la sesta edizione della manifestazione sarà, sabato 8 agosto alle ore 21.00 all’Anfiteatro della Radura, “Τειρεσίας – Tiresia – Teiresías. Il mito del veggente androgino e cieco”, con protagonista Leo Gullotta, tra i […]