Le false rivoluzioni italiane


Pubblicato il 23 Aprile 2020

Lo spiegano molto bene i sociologi. La spinta propulsiva dei movimenti di protesta, con le loro parole di fuoco, la catarsi rigeneratrice, il lavacro moraleggiante, costituiscono alcuni degli elementi essenziali per presentarsi candidi e puri alla conquista del potere, come i veri e unici  protagonisti del cambiamento sociale, e per far breccia sul consenso del popolo, con la consapevolezza (ahinoi) che tante cose promesse (probabilmente) non si realizzeranno.

Ma poi una volta raggiunta le stanze delle istituzioni per conservare le poltrone, oppure per pragmatismo necessario è quasi naturale mutare le linee di condotta,derogare a piacimento le regole di disciplina interne, scalfire la libertà di opinione degli appartenenti, modificare il programma di partenza, far prevalere la convenienza sulla coerenza e garantirsi la permanenza salda al potere. Si spegne  lentamente  la “rivoluzione a (delle) parole” e inizia il grigio conformismo doroteo. Ora nella nostra città deserta, abbiamo da lungo tempo partiti inesistenti, silenti o assenti,  come quello dei democratici che attuano il solito copione del “rinnovamento della (nella) continuità”, o i grillini d’antan che dovevano affermare  un nuovismo degli uomini nuovi, mentre confermano vecchie e deprecabili abitudini, in un crescendo che sgretola energie, (s)cacciando i “portavoce” scomodi, di chi credeva o si illudeva ancora del persistere del mito “dell’uno vale uno”.

Si nobilita l’epurazione del dissenso con la scusa dei soldi non restituiti, che, naturalmente, di per sé era un buon esempio, rispetto a chi  trattiene cospicui emolumenti tutti per sé. Non è il primo caso di violazione, altri ve ne sono sotto le ceneri, pronti ad esplodere. La crisi dei”cultori della palingenesi sociale “, già da tempo,però, continua senza posa e ormai sono stati compressi, rimossi, destituiti i famosi meet up(a proposito ma cos’erano?) per fare posto agli” stati generali” da realizzare in futuro, dopo l’angoscia della pandemia.

Ma per ora c’è un pandemonio nel “non partito” con “la piattaforma Rousseau” che si svuota inesorabilmente anch’essa, mentre ogni tanto riaffiora il frasario rivoluzionario per fare coraggio  tra le truppe confuse, divise e disorientate. Cosicché, da un lato si lanciano grida inconsulte verso gli eurocrati, mentre dall’altro si pronunciano discorsi da uomini di governo responsabili, istituzionali e ordinati. A tal proposito anche Gigi ha dismesso le armi e si è scusato con il “pater familias” della Repubblica per avere  a suo tempo osato chiedere lo stato d’accusa.
Peccati di inesperienza(incompetenza?) di una gioventù(forse) bruciata.

Rosario Sorace.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

2 min

Mentre la “Catania perbene” (quella mescolanza di ordinaria borghesia omaggiante la magistratura per esigenze di classe e di portafoglio) si schiera, in larga parte, per il “NO” al referendum di marzo sulla “riforma Nordio”, i problemi della “giustizia” catanese restano sempre gli stessi. Da decenni. Come, ad esempio, le sedi giudiziarie, dove le illegalità sono […]

1 min

La legge di bilancio 2026, legge n. 206/2025, ha introdotto una nuova misura di definizione agevolata dei debiti fiscali, la cosiddetta rottamazione quinquies. Uno strumento che consente ai Comuni di attivare forme di definizione agevolata dei tributi locali, permettendo ai contribuenti di saldare il dovuto senza il peso di interessi e sanzioni maturate nel corso […]

4 min

CATANIA – Sabato 31 gennaio MaisonArt vi aspetta a partire dalle 20.30 al Fil Rouge in Via Firenze 229 B, Catania, per un nuovo appuntamento con la cultura e la musica. La poetessa Angela Bonanno ci farà vivere momenti magici con le sue poesie in dialetto siciliano. Un appuntamento esclusivo che celebra le radici e […]

1 min

«Esprimo piena soddisfazione per l’esito dell’incontro che ieri l’assessore regionale all’Agricoltura ha avuto con i rappresentanti delle associazioni di categoria in merito all’emergenza agricoltura determinata dal ciclone Henry». Lo dichiara il deputato regionale del gruppo Mpa–Grande Sicilia, on. Giuseppe Lombardo, che richiama però la necessità di passare rapidamente dalle interlocuzioni alle misure concrete. «Dobbiamo tuttavia constatare – […]