LOMBARDO NON VA NEL PD, PORTO NON E’ CANDIDATO ALLE EUROPEE, MA LA NOTIZIA E’ UN’ALTRA: MOLTI CI HANNO CREDUTO! E NOI LI CAPIAMO…


Pubblicato il 02 Aprile 2024

La realtà supera –in peggio- la fantasia. Per il primo di aprile abbiamo riproposto un rituale “pesce d’annata”. La notizia del passaggio di Raffaele Lombardo nel Pd e della conseguente candidatura di Alessandro Porto per le prossime Europee è una nostra invenzione.

Ma molti ci hanno creduto o comunque hanno posto domande che lasciavano intendere un qualche dubbio sulla veridicità o meno della notizia. Strano? No, ovvio. Perché la “politica” dalle nostre parti è da tempo questa cosa qui: un passaggio di pacchetti di voti da un comitato, pardon da un “partito” ad un altro. Senza alcun altro ragionamento se non gli interessi particolari di gruppi d’interesse o di altro tipo.

Il Pd siciliano e catanese è poi un caso da manuale: in un altro Paese(non questo assolutamente, perché in esso la mediocrità è talmente diffusa che impedisce ogni dibattito) sarebbe studiato nelle scuole per insegnare cosa non DEVE essere la Politica. Il Pd è un aggregato di correnti in lotta perenne, con piccoli capi e capetti a dettare legge e gli altri in attesa della loro “caduta”. Nulla di più. Un partito che utilizza scientificamente anche momenti e pagine di Storia (come la lotta partigiana, ad esempio) a fini di consenso politico, con strumentalizzazioni plateali. Una vergogna che solo gli “utili idioti” di questo sistema ridicolo non capiscono (o fanno finta di non capire).

Lombardo è poi Lombardo, ovvero il Potere per il Potere, con finalità spesso legate al suo gruppo familiare. In mezzo a questo nulla, sembra un gigante.

Molti sono talmente abituati a tutto questo che pensano seguendo questa logica tutto sia possibile. E come dare loro torto?

E’ in queste condizioni –aggiungiamo noi- che nascono e si sviluppano le tragedie. Politiche. Ma non solo.

Ienesicule.


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