Ma ci sono ancora politici a Catania?


Pubblicato il 07 Settembre 2025

C’era una volta un consiglio comunale a Catania c’era una giunta con tanto di assessori e c’era anche un sindaco.

A volte vi erano sospetti ed indagini della magistratura per appurare eventuali “tangenti” nei vari interventi ed appalti. In quella Catania, come oggi, scorreva molto denaro e molto cemento, con una opposizione  presente (soprattutto quella di destra e di sinistra), si costruivano comunque nel bene o nel male tangenziali, asse attrezzato, quartieri, ospedali, mercati all’ingrosso, insomma strutture ed  infrastrutture che oggi ci ritroviamo e che forse danno a Catania un primato di risorse strutturali rispetto al resto dell’Isola.

Chiediamoci adesso chi opera le scelte politiche a Catania? Il sindaco, la giunta e il consiglio comunale deliberano ingenti investimenti col PNRR, con i fondi del Decreto Caivano ed altre risorse che dovrebbero servire a migliorare strutturalmente e funzionalmente la realtà e la vivibilità a Catania.

Purtroppo, oggi siamo costretti ad assistere ad una mancanza di visione, ad un vero e proprio mediocre delirio con sprechi che resteranno negli annali della storia cittadina. Si realizzano tonnellate e tonnellate di cemento, metri cubi a non finire, non per superstrade, parcheggi, scuole o ospedali ma per cose assolutamente insignificanti e banali; casi esemplari: la pista cosiddetta ciclabile (ma senza ciclisti che la usano) di via Cristoforo Colombo.

Ovunque, anche in numerosi esempi in tutta Italia e anche nei comuni della provincia di Catania si sono realizzate piste ciclabili con delle semplici delimitazioni colorate o con dei cordoli minimi rialzati pochi centimetri dalla sede stradale, in qualche caso si può anche giustificare una sopraelevazione della pista di pochi centimetri. Qui, invece, in via Cristoforo Colombo si è realizzata, non una cattedrale nel deserto, solamente una brutta opera monumentale, inframezzata da assurdi sali/scendi e recinzioni metalliche che a prima vista sembrano veramente pericolosi per i rari eventuali ciclisti; sembra che, a prescindere, l’importante fosse spendere i quattrini disponibili, con una orribile e rilevante super-sopraelevazione con tanto cemento armato. Altro moloch di cemento troviamo adesso nella piazza realizzata al posto del vecchio Ospedale Santa Marta (in via di Sangiuliano).

Ma a che servono quelle enormi muraglie di tonnellate di cemento nella nuova piazza? Anche qui la “priorità” era solamente spendere soldi disponibili? L’ultima chicca sembra adesso l’imminente utilizzazione dei milioni di euro disponibili con i fondi della Legge Caivano e destinati a San Cristoforo.

La  politica al Comune di Catania, con sindaco in testa, sembra aver deciso che a San Cristoforo non c’è spaccio di droga, non esiste un problema di devianza minorile, non vi è una emergenza ecologico-ambientale con la spazzatura che sommerge il quartiere. Per il Comune sembra che per risolvere i problemi di San Cristoforo occorre realizzare l’abbattimento di un plesso scolastico in via Plaja, ormai frequentato da pochissimi alunni, e ricostruire un nuovo edificio a qualche centinaio di metri di distanza e poi costruire anche una specie di palestra presso un istituto privato, anche qui una bella mole di tonnellate di cemento.

Ma è possibile che la classe dirigente di Catania si sia ridotta a questa mission: la mera spesa di ingenti somme, con tonnellate di cemento di miserevole utilità, ignorando i veri problemi della gente e soprattutto quelli dei cittadini che vivono nelle zone più bisognose di sostegno sociale?

iena marco benanti.


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