Malasanità, denuncia dell’associazione “Codici”: entra in ospedale per una febbre e muore ragazzo. La Regione Siciliana mantiene “maglia nera” per decessi dovuti ad errori medici e mancanza di organizzazione


Pubblicato il 07 Settembre 2015

ecco quanto si scrive dal sodalizio in difesa dei cittadini:

 Una catena che non sembra avere fine quella della malasanità in Sicilia. Troppi, infatti, i casi di decessi o errori commessi nelle strutture sanitarie della Regione a causa della carenza di personale, negligenza e macchinari mancanti o non funzionanti

L’ultimo caso riguarda un ragazzino, Calogero Tropea, 13 anni di Barrafranca, è morto ieri pomeriggio alle 19.30, dopo 6 giorni di ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale Umberto I di Enna, senza che, secondo quanto sostenuto dai familiari sia stata comunicata alcuna diagnosi..

Solo qualche settimana prima era deceduto a Marsala Nicolò Giacalone di 65 anni, anche egli  per una forte febbre. Nove persone, tra medici e infermieri sono ora indagate per omicidio colposo.

Secondo il rapporto stilato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario che ha preso in esame il periodo 2009 – 2012 la Sicilia è la Regione che registra più casi di malasanità. Su un totale di 570, nell’isola si se ne sono verificati 117.

Di questi casi, 261 decessi ben 84 dei quali avvenuti in Sicilia. Praticamente in Italia un morto di malasanità su 3 è rimasto vittima della sanità siciliana.

“I casi di malasanità accadono per mancanza di controlli adeguati, a causa della fatiscenza delle strutture ospedaliere, oppure per negligenza del personale. In quanto associazione a tutela del cittadino e dei diritti del malato, presenteremo esposti nella varie Procure per segnalare i casi e fare luce sulle vicende e per essere al fianco delle tante vittime di questa vera e propria mattanza. Per tale ragione abbiamo dato mandato all’avvocato Loredana Aneli quale dirigente provinciale di CODICI di presentare una dettagliata denuncia in Procura per chiedere di far luce su questa vicenda” dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Manfredi Zammataro, Segretario Regionale CODICI Sicilia.

Proprio per combattere casi come quello avvenuto a Enna, l’ultimo di una lunga serie, CODICI  da diversi anni ha attivato l’Osservatorio per i Diritti del Malato che ha raccolto una imponente mole di  dati e casi segnalati direttamente dai pazienti  e sta portando avanti la campagna ‘Indignamoci’ con lo scopo di far luce su questi casi e rendere giustizia alle vittime. Attualmente sono oltre 50 le cause in cui CODICI presta la sua assistenza legale. La maggior parte sono nel Sud (55%) mentre e in misura uguale i casi si distribuiscono al Nord e nel Centro. L’Associazione invita le vittime di malasanità a mettersi in contatto con l’Associazione (tel. 320.2281052) per raccontare il proprio caso.


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